BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DE LUCA & SEVERINO/ Politica sconfitta, in balia dei magistrati

Vincenzo De Luca ha ottenuto l'autorizzazione a entrare nella sua carica di governatore della Campania dal tribunale di Napoli. Il commento del costituzionalista GIULIO M. SALERNO

Infophoto Infophoto

La sospensione della sospensione del neo-proclamato presidente della Campania, pronunciata in via d’urgenza dal giudice competente in attesa dell’udienza del prossimo 17 luglio, è stata salutata in diverso modo. C’è chi esulta per la raggiunta stabilità dell’assetto politico campano, perché così si può avviare la legittima costituzione della Giunta in ottemperanza all’esito della consultazione elettorale. E c’è chi denuncia la sostanziale debolezza di chi si accinge a governare la Regione, perché l’esito finale è ancora ammantato dall’incertezza di una lunga stagione che sarà scandita da udienze, sentenze ed appelli, sino alla Cassazione, oltre, ovviamente, alla già adita Corte costituzionale. 

Le posizioni, a ben vedere, non coincidono con quelle tradizionalmente sostenute dalle contrapposte forze politiche, e che anzi sono qui curiosamente ribaltate. Anche chi aveva affiancato le tesi più vicine al giustizialismo, si trova a sostenere le ragioni del voto popolare e dell’efficienza delle istituzioni rappresentative. Mentre chi aveva pronunciato aspre critiche nei confronti delle invasioni di campo da parte della magistratura, sostiene adesso la più rigida applicazione di norme che pure lasciano ampio spazio all’azione della magistratura sulla classe politica, finendo così per ammettere la prevalenza della prima sulla seconda.

E’ evidente che la strumentalità delle argomentazioni non deve far premio sull’osservazione di una situazione dai tratti a dir poco paradossali e sulle tante responsabilità di chi vi ha, a vario titolo, concorso. Abbiamo assistito ad un neo-presidente della Regione che per vari giorni, si è – correttamente, dal suo punto di vista – sottratto a qualunque atto ufficiale, pur presenziando anche a riunioni presso Palazzo Chigi. Abbiamo sentito le più disparate voci sull’atteggiamento dell’esecutivo che, dopo aver atteso nell’indecisione sino a lasciar balenare l’ipotesi del decreto-legge, poi è addivenuto alla tesi più ovvia e ragionevole dal suo punto di vista, cioè provvedere alla sospensione e lasciare che la questione si risolvesse in via giudiziaria. Assisteremo finalmente alla nascita di una giunta voluta - giustamente, dal suo punto di vista - dal neo-presidente eletto e che sarà, a seconda delle pronunce espresse dai giudici variamente interpellati, guidata prima dal neo-presidente e poi eventualmente dal suo vice (e viceversa), e comunque costantemente, sino all’esito definitivo della questione, sottoposta ad un costante “pregiudizio” negativo, rivestito da più o meno sincero legalismo, diffuso da chi vi si oppone. 

La legittimazione della classe politica tutta, non solo a livello locale, ne esce fortemente danneggiata, e con essa la stessa fiducia dei cittadini sul rispetto di alcuni essenziali principi dello Stato di diritto e sul senso vero della democrazia rappresentativa. Ci si può fidare di chi ci governa, se, dal momento della sua candidatura, è accusato di non rispettare le leggi e se tale accusa resterà in piedi per chissà quanto tempo?


COMMENTI
03/07/2015 - Prevedibile (Moeller Martin)

Ma qualcuno davvero pensava che al PD ed ai suoi amici si applicano le leggi italiane?

 
03/07/2015 - Si applica la legge secondo la politica (Di Tolve Vincenzo)

...Politica? Ci chiediamo, ma davvero "la Legge è uguale per tutti?" Ma come si fa a parlare e credere che il nostro Bel Paese sia Civile, se abbiamo un popolo carcerario di 60.000 unità un vuoto a perdere di risorse umano? Neppur, si muove! senza contare che abbiamo la Chiesa di Pietro che non alza un dito? Perché Santoro, ebbe un processo per direttissima tramite ricorso al TAR ed io per prendere l'adeguamento all'assegno di pensione 15 anni? Perché un magistrato che sbaglia non deve pagare? Purché volendo "rivoltare come un calzino il Paese" il Capo dello Stato tacque da presidente CSM? Perché mai l'art. 1 e 53 che tutela il popolo viene scavalcato da chi ha sì prerogative con valore che nessun popolo le abbia sancite con un voto dei cittadini e la sua nomina non dato all'uomo de Monte? Vi pare giusto che dal comandante dell'Esercito, due maro' vengono abbandonati all'Estero dopo che l'Esercito gli aveva assegnato un comando? Si ripristina il diritto che da "Mani Pulite" è cestinato per alcuni o è giusto che tizio percepisca 91.000 euro al mese e i pensionati con 36 ed io, 43 anni di lavoro nemmeno aver diritto all'adeguamento al costo della vita visto che l'odiato euro ha triplicato i prezzi?