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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Berlusconi rottama FI per "riprendersi" i moderati (scippati da Renzi)

Silvio BerlusconiSilvio Berlusconi

Il premio di lista presuppone la nascita del Partito della Nazione. Le polemiche e l’imbarazzo provocati dall’arrivo di Verdini non fanno però pensare a quote riservate ai suoi sostenitori nelle liste decise da Renzi. Mentre per Alfano forse qualche spazio potrebbe aprirsi. Alcuni ministri come la Lorenzin di fatto sono diventati parte del Pd, e la loro speranza è quella di avervi un posto. La stessa speranza hanno anche ex forzisti come Sandro Bondi e Manuela Repetti. In ogni caso tutti questi moderati otterranno ben poco. Il discorso invece cambierebbe se si introducesse un premio di coalizione.

 

Ma allora che cosa vuole veramente Verdini?

Con cinque procedimenti in corso Verdini ha la necessità di essere rieletto per beneficiare dell’immunità. Stando con la maggioranza in ogni caso nel frattempo ha la garanzia che la legislatura durerà fino al 2018.

 

Se voleva l’immunità, a Verdini non conveniva rimanere con Berlusconi?

Verdini si schiera sempre con chi è al potere in quel momento. Non a caso è stato lui l’ideatore del Patto del Nazareno, che ha tirato fuori Berlusconi dall’angolo in cui si era cacciato. Verdini ora scommette sul fatto che il berlusconismo ha smesso di essere un modello di società vincente alle elezioni. L’ex coordinatore azzurro non solo vuole salvare la pelle, ma rimanere anche sul carro del vincitore.

 

Lei prima citava Salvini. Il suo obiettivo non è più fare il sindaco di Milano?

La partita di Salvini è a livello nazionale, e non credo che farà un test a Milano per candidarsi come sindaco. In questo modo infatti depotenzierebbe la sua stessa spinta nazionale. Come ammesso dagli stessi berlusconiani, la candidatura a Milano di Salvini era un modo per ingabbiarlo.

 

(Pietro Vernizzi)

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