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SCENARIO/ Folli: Renzi, a rischio la fiducia di Mattarella

Pubblicazione:venerdì 31 luglio 2015

Sergio Mattarella Sergio Mattarella

“Se Renzi non decide in fretta che cosa vuole fare da grande, Mattarella smetterà di sostenerlo e si porranno dei gravi problemi. La mancanza di una prospettiva politica chiara da parte del premier ha fatto sì che il Pd ‘perdesse’ la sinistra senza sfondare al centro”. Lo afferma Stefano Folli, editorialista di Repubblica, secondo cui “il segretario Pd si deve però rendere conto che senza sinistra non può governare, e quindi deve trovare un compromesso con il resto del partito anche se ciò rappresenterà un costo”. Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della Cerimonia del Ventaglio ha sottolineato che “nessuno in democrazia è un uomo solo al comando”, aggiungendo che “la nostra Costituzione è presidiata da regole che vanno rispettate rigorosamente in tutta la loro portata. Le regole vanno rispettate perché sono il presidio della democrazia”.

 

Lei ritiene che Mattarella sostenga Renzi o che sotto le apparenze il rapporto sia conflittuale?

Francamente in questo momento non vedo dove sia l’aspetto conflittuale di questo rapporto. Fra Mattarella e Renzi non ci sono elementi negativi, ma incominceranno a esservi qualora il governo tradisse se stesso. Tutto dipenderà dal fatto che Renzi abbia o meno la capacità di andare avanti sul progetto delle riforme. Ieri il capo dello Stato lo ha invitato a proseguire e lo ha sostenuto. Se invece il premier dimostrasse di non essere in grado di realizzare gli impegni, si porrebbero dei problemi rispetto ai traguardi che lo stesso governo si è dato. In questo caso il presidente della Repubblica dovrebbe intervenire proprio per la funzione di equilibrio che gli compete.

 

L’attuale scenario parlamentare consente alle riforme di proseguire come auspicato dal presidente Mattarella?

C’è un grosso problema dentro al Pd, e se non lo si risolve non c’è nessuna maggioranza che tenga. Il problema è se dentro al partito di maggioranza esista o meno la volontà di fare la riforma del Senato. Non mi sembra che ci sia una velocità di crociera sufficientemente sostenuta per essere ottimisti. I nodi andranno sciolti abbastanza rapidamente, in questo momento non c’è nulla di scontato. Per Mattarella, le riforme devono avere “due finalità: l'efficienza del sistema e la partecipazione, l'accrescimento del processo democratico”.

 

E’ un invito a modificare la riforma del Senato?

Sì, è un invito a fare in modo che la riforma del Senato avvenga attraverso una partecipazione il più possibile ampia. Ciò può voler dire anche correggere una riforma del Senato che può essere modificata, o allargare la platea delle forze parlamentari che voteranno la riforma.

 

Quello dentro al Pd è un dissidio destinato a ricomporsi?

La posizione della minoranza è molto dura. Probabilmente andava affrontata prima, mentre siamo arrivati ad agosto e i nodi sono stati rinviati. Nessun problema è impossibile da risolvere, ma il presidente del consiglio deve affrontare da un punto di vista politico le questioni poste dalla minoranza del suo partito. Non vedo la possibilità concreta di interventi esterni che valgano a surrogare i voti che mancano nel Pd.

 

Che cosa deve fare Renzi?


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