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EURO KAOS/ Mario Mauro: senza un referendum Ue si rischia la guerra

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Alexis Tsipras, in primo piano Jean-Claude Juncker (Infophoto)  Alexis Tsipras, in primo piano Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Quel passato ha condotto le potenze europee a intraprendere due guerre mondiali, e oggi il problema della guerra in Europa è realissimo. Dietro le vicende della crisi c’è una sorta di guerra economico-finanziaria. Ma un conto è trovare una composizione sugli aspetti marginali di una crisi, un altro è quando ci sono gli eserciti schierati che marciano l’uno contro l’altro.

 

La convivenza forzata nell’euro non finisce per avvicinare la prospettiva di una guerra?

Non è così e l’esempio americano, per quanto lontano da noi, lo documenta. La Costituzione Usa non esclude in toto la possibilità di nuovi conflitti, ma genera anticorpi per cui in vista di un supremo bene comune si mettono da parte gli interessi dei singoli Stati.

 

Che cosa c’entra tutto ciò con l’Europa?

Molti problemi nascono dal fatto che oggi i Paesi dell’Est con un passato comunista sentono molto forte il senso del loro essere nazione. Per tanti anni gli Stati del Mediterraneo si sono limitati a utilizzare l’Ue come un bancomat, mentre non si sono organizzati come sistema Paese per cogliere i riflessi strategici di quella costruzione. Le nazioni del Nord sono state invece molto più in grado di compiere queste operazione. Da ultimi sono giunti i Paesi dell’Est, e il loro protagonismo esasperato ha costretto tutte le altre nazioni a ripensare il loro modo di stare in Europa. Questo però non consente di affrontare alcuni nodi di fondo.

 

Quali?

Gliene citerò una soltanto. Qualcuno mi deve spiegare perché dopo che l’Ue ha cancellato le frontiere interne, le frontiere esterne sono ancora una competenza nazionale. La ritengo una contraddizione palese.

 

Per risolvere questi nodi irrisolti da decenni bastano riunioni come quelle di ieri?

Riunioni tra gente senza coraggio e senza ideali difficilmente possono sortire un esito. Con l’eccezione forse di Mario Draghi e almeno a parole dello stesso Juncker, questo coraggio e questi ideali non si sono visti.

 

Lei è in grado di proporre una soluzione?

Occorre siglare delle intese condivise dai popoli. Se il popolo greco ha sentito il bisogno di un referendum, evidentemente non si riconosceva nella propria rappresentanza nelle sedi Ue. Questo non è un fatto che ci può lasciare indifferenti.

 

Di fatto che cosa si può fare?



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COMMENTI
08/07/2015 - Dove sono gli attributi ? (Vittorio Cionini)

L'intreccio di interessi, di motivi di divergenza palesi e occulti, di conflitti già in corso e altri sul punto di esplodere é talmente contorto che non si vede chi possa fare qualcosa di concreto. Tutti convengono sulla mancanza di attributi della classe politica ed é vero. Ma attenzione perché gli attributi in questione si nascondono in posti impensabili. Nel 1913 Hitler viveva a Vienna in un ospizio per poveri e cercava di guadagnare qualche soldo vendendo acquarelli. A pochi passi da lui, sempre a Vienna, si nascondeva Stalin in casa di amici e sotto falso nome perché ricercato dalle polizie scatenate dallo Zar. Anche Tito sembra si aggirasse nei dintorni. Non si incontravano né si conoscevano ma l'aver bevuto l'acqua di Vienna può aver avuto qualche influenza sui loro attributi. O forse mangiavano le famose Mozartkugeln (palle di Mozart). Facciamo molta attenzione a invocare gli attributi. Spesso sono pericolosi. P.S. Da qualche tempo anche a molte donne sono cresciuti.

 
08/07/2015 - Occorre coraggio e ...speranza, anzi, Speranza! (Luigi PATRINI)

Credo che Mauro abbia ragione. Il referendum promosso da Tsipras è stato una grave scorrettezza e segno di pavidità da parte del Governo greco. Ma c'è stato e la Realtà è più forte dei nostri progetti: è una Realtà e va visto come una opportunità che può essere utile. Certo i vertici metteranno delle toppe, e si andrà avanti ancora, ma sarà un barcamenarsi senza meta perché la classe politica è screditata e sfiduciata: mancano veri leaders con gli ...attributi, che infiammino i cuori. Per farlo dovrebbero avere Fede e Speranza: solo così potrebbero operare con carità verso i loro popoli. Oggi infiamma i cuori dei giovani solo ...il Califfato. Che brutto segno per gli eredi di De Gasperi, Adenauer, Schuman,... ma anche per gli eredi di Spinelli! Se gli Europei avessero più fame e più sete, sarebbero forse più capaci di sperare e di avere fede nelle loro Radici. Occorre davvero che almeno quei Dieci Giusti che Dio chiedeva ad Abramo abbiano fede e ...preghino, per farci evitare il baratro che abbiamo davanti!

 
08/07/2015 - ... se c'era, dormiva. (Giuseppe Crippa)

Più della discutibilissima proposta di un referendum che assumerebbe inevitabilmente una connotazione pro o contro l’Europa qualsiasi siano i quesiti formulati, mi stupiscono le critiche reiterate al regolamento di Dublino in tema di diritto d’asilo. Non perché non le condivida ma perché le vedo presentate da una persona che nel 2003, anno della firma di quel regolamento, era da quattro anni parlamentare europeo e tale è rimasta per svariati anni dopo.