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EURO KAOS/ Mario Mauro: senza un referendum Ue si rischia la guerra

Pubblicazione:mercoledì 8 luglio 2015

Alexis Tsipras, in primo piano Jean-Claude Juncker (Infophoto) Alexis Tsipras, in primo piano Jean-Claude Juncker (Infophoto)

La stessa cosa che avviene a livello nazionale quando un governo non ha più la maggioranza in Parlamento. Dopo il referendum greco dobbiamo prendere atto che l’assetto delle istituzioni, come è emerso dalle ultime elezioni europee, non risponde più al bisogno di rappresentanza dell’opinione pubblica. Le istituzioni vanno quindi riformate alla luce di questa nuova consapevolezza.

 

Quindi occorre andare a “elezioni anticipate”?

Preso atto che l’esito del referendum greco ci fa comprendere l’oggettivo deficit democratico delle istituzioni europee, rilegittimiamo queste stesse istituzioni attraverso nuove elezioni. Occorre però accompagnare l’individuazione dei rappresentanti del popolo a un giudizio chiaro dei cittadini dell’unione su alcuni temi chiave.

 

In che modo?

Possiamo recuperare in positivo l’insegnamento del referendum in Grecia. Io sento il bisogno di rilegittimare il disegno europeo chiedendo che i popoli si esprimano su alcune questioni chiave. I popoli vogliono veramente una politica estera di difesa comune da parte dell’Ue? I popoli vogliono veramente avere pari condizioni di competitività all’interno del mercato comune, avendo magari un unico sistema fiscale? Queste cose vanno chieste alla gente. La mia proposta è di organizzare un referendum in tutta Europa, senza mettere in discussione la decisione di avere un destino comune, ma ponendo a tema quattro o cinque questioni fondamentali.

 

Ci sono degli altri grandi nodi che vanno risolti con un referendum?

Sì, per esempio la questione del controllo delle frontiere, emersa alla ribalta con i recenti sbarchi dei migranti. Oppure la questione dell’unione fiscale, per dare un’ossatura a una costruzione europea che finora è stata troppo monetaria. Finché l’euro si applica in Paesi con discipline fiscali diverse, è come se ci fossero tanti concorrenti a una stessa maratona, alcuni dei quali partecipano però con gli stivali pieni di sabbia.

 

Senatore, da quando è diventato referendario?

Un tempo non lo ero, ma oggi ritengo che possa essere la soluzione giusta. Se il quesito del referendum non sarà banalmente “Europa sì o Europa no”, ma come questa Europa va cambiata, avremo l’apporto migliore da parte della nostra gente.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
08/07/2015 - Dove sono gli attributi ? (Vittorio Cionini)

L'intreccio di interessi, di motivi di divergenza palesi e occulti, di conflitti già in corso e altri sul punto di esplodere é talmente contorto che non si vede chi possa fare qualcosa di concreto. Tutti convengono sulla mancanza di attributi della classe politica ed é vero. Ma attenzione perché gli attributi in questione si nascondono in posti impensabili. Nel 1913 Hitler viveva a Vienna in un ospizio per poveri e cercava di guadagnare qualche soldo vendendo acquarelli. A pochi passi da lui, sempre a Vienna, si nascondeva Stalin in casa di amici e sotto falso nome perché ricercato dalle polizie scatenate dallo Zar. Anche Tito sembra si aggirasse nei dintorni. Non si incontravano né si conoscevano ma l'aver bevuto l'acqua di Vienna può aver avuto qualche influenza sui loro attributi. O forse mangiavano le famose Mozartkugeln (palle di Mozart). Facciamo molta attenzione a invocare gli attributi. Spesso sono pericolosi. P.S. Da qualche tempo anche a molte donne sono cresciuti.

 
08/07/2015 - Occorre coraggio e ...speranza, anzi, Speranza! (Luigi PATRINI)

Credo che Mauro abbia ragione. Il referendum promosso da Tsipras è stato una grave scorrettezza e segno di pavidità da parte del Governo greco. Ma c'è stato e la Realtà è più forte dei nostri progetti: è una Realtà e va visto come una opportunità che può essere utile. Certo i vertici metteranno delle toppe, e si andrà avanti ancora, ma sarà un barcamenarsi senza meta perché la classe politica è screditata e sfiduciata: mancano veri leaders con gli ...attributi, che infiammino i cuori. Per farlo dovrebbero avere Fede e Speranza: solo così potrebbero operare con carità verso i loro popoli. Oggi infiamma i cuori dei giovani solo ...il Califfato. Che brutto segno per gli eredi di De Gasperi, Adenauer, Schuman,... ma anche per gli eredi di Spinelli! Se gli Europei avessero più fame e più sete, sarebbero forse più capaci di sperare e di avere fede nelle loro Radici. Occorre davvero che almeno quei Dieci Giusti che Dio chiedeva ad Abramo abbiano fede e ...preghino, per farci evitare il baratro che abbiamo davanti!

 
08/07/2015 - ... se c'era, dormiva. (Giuseppe Crippa)

Più della discutibilissima proposta di un referendum che assumerebbe inevitabilmente una connotazione pro o contro l’Europa qualsiasi siano i quesiti formulati, mi stupiscono le critiche reiterate al regolamento di Dublino in tema di diritto d’asilo. Non perché non le condivida ma perché le vedo presentate da una persona che nel 2003, anno della firma di quel regolamento, era da quattro anni parlamentare europeo e tale è rimasta per svariati anni dopo.