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EURO KAOS/ Mario Mauro: senza un referendum Ue si rischia la guerra

Per MARIO MAURO, l’unica alternativa a un accordo europeo che preveda regole comuni per i Paesi mediterranei come l’Italia e i Paesi del Nord come la Germania è la guerra

Alexis Tsipras, in primo piano Jean-Claude Juncker (Infophoto) Alexis Tsipras, in primo piano Jean-Claude Juncker (Infophoto)

“L’unica alternativa a un accordo che preveda regole comuni per i Paesi mediterranei come l’Italia e i Paesi del Nord come la Germania è la guerra”. Lo afferma il senatore Mario Mauro, presidente dei Popolari per l'Italia, ex ministro della Difesa ed ex vicepresidente del Parlamento europeo. Per il senatore Mauro, “il referendum greco indica la strada lungo la quale si può uscire dalla crisi. Serve un grande referendum che coinvolga tutta l’Europa, per decidere quattro o cinque questioni fondamentali per il nostro futuro tra cui l’unione fiscale e la gestione comune delle frontiere esterne”.

 

Come legge il risultato del referendum in Grecia?

Il voto greco va innanzitutto rispettato. Renzi sbaglia a leggervi una sorta di spareggio tra euro e dracma, perché è evidente che dietro c’è molto di più. C’è un giudizio negativo sull’Europa da parte di gruppi come gli aderenti alla Destra sovranista greca. Ma anche quanti hanno votato “sì” in realtà non vogliono l’Europa così com’è. Il referendum non si riferiva a un giudizio contingente tecnico su euro e dracma, ma spaziava invece sul senso stesso e sul progetto politico dell’Unione europea.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui i leader europei hanno reagito alla vittoria dei “no”?

Le dichiarazioni dei protagonisti europei la dicono lunga sul loro stato d’animo e sulla loro reale disponibilità. L’insistenza sul fatto che adesso sarà Atene a dover fare una proposta è realmente paradossale. Personalmente lo ritengo un errore che si aggiunge a un errore. Solo Juncker ha cercato di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Eppure oggi non bastano più le buone intenzioni, mentre bisognerebbe ricomprendere in modo critico gli errori degli ultimi 30 anni.

 

Italiani e tedeschi sono destinati a non capirsi. Non sarebbe meglio che ciascuno andasse per la sua strada come propone Grillo?

L’unico possibile esito storico della posizione di Grillo è il conflitto. Se non ci capiamo e ognuno va per la sua strada, dobbiamo essere consapevoli che prima o poi le nostre strade torneranno a incrociarsi. E se a quell’incrocio nessuno si fermerà in tempo, o non ci sarà un semaforo, finiremo per scontrarci. L’atteggiamento di Grillo è vuoto di una reale prospettiva storica perché porta a ripetere gli errori di un passato che ormai ci sembra lontanissimo, ma che può ripetersi molto prima di quanto possiamo aspettarci.

 

Con quali conseguenze?


COMMENTI
08/07/2015 - Dove sono gli attributi ? (Vittorio Cionini)

L'intreccio di interessi, di motivi di divergenza palesi e occulti, di conflitti già in corso e altri sul punto di esplodere é talmente contorto che non si vede chi possa fare qualcosa di concreto. Tutti convengono sulla mancanza di attributi della classe politica ed é vero. Ma attenzione perché gli attributi in questione si nascondono in posti impensabili. Nel 1913 Hitler viveva a Vienna in un ospizio per poveri e cercava di guadagnare qualche soldo vendendo acquarelli. A pochi passi da lui, sempre a Vienna, si nascondeva Stalin in casa di amici e sotto falso nome perché ricercato dalle polizie scatenate dallo Zar. Anche Tito sembra si aggirasse nei dintorni. Non si incontravano né si conoscevano ma l'aver bevuto l'acqua di Vienna può aver avuto qualche influenza sui loro attributi. O forse mangiavano le famose Mozartkugeln (palle di Mozart). Facciamo molta attenzione a invocare gli attributi. Spesso sono pericolosi. P.S. Da qualche tempo anche a molte donne sono cresciuti.

 
08/07/2015 - Occorre coraggio e ...speranza, anzi, Speranza! (Luigi PATRINI)

Credo che Mauro abbia ragione. Il referendum promosso da Tsipras è stato una grave scorrettezza e segno di pavidità da parte del Governo greco. Ma c'è stato e la Realtà è più forte dei nostri progetti: è una Realtà e va visto come una opportunità che può essere utile. Certo i vertici metteranno delle toppe, e si andrà avanti ancora, ma sarà un barcamenarsi senza meta perché la classe politica è screditata e sfiduciata: mancano veri leaders con gli ...attributi, che infiammino i cuori. Per farlo dovrebbero avere Fede e Speranza: solo così potrebbero operare con carità verso i loro popoli. Oggi infiamma i cuori dei giovani solo ...il Califfato. Che brutto segno per gli eredi di De Gasperi, Adenauer, Schuman,... ma anche per gli eredi di Spinelli! Se gli Europei avessero più fame e più sete, sarebbero forse più capaci di sperare e di avere fede nelle loro Radici. Occorre davvero che almeno quei Dieci Giusti che Dio chiedeva ad Abramo abbiano fede e ...preghino, per farci evitare il baratro che abbiamo davanti!

 
08/07/2015 - ... se c'era, dormiva. (Giuseppe Crippa)

Più della discutibilissima proposta di un referendum che assumerebbe inevitabilmente una connotazione pro o contro l’Europa qualsiasi siano i quesiti formulati, mi stupiscono le critiche reiterate al regolamento di Dublino in tema di diritto d’asilo. Non perché non le condivida ma perché le vedo presentate da una persona che nel 2003, anno della firma di quel regolamento, era da quattro anni parlamentare europeo e tale è rimasta per svariati anni dopo.