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Politica

SINISTRA A PEZZI/ Caldarola: il Pd è fallito, ecco l'alternativa

L'aula del SenatoL'aula del Senato

I margini per una sinistra radicale in Italia sono molto stretti. Mentre Syriza e Podemos sono guidati da forze fresche, la sinistra Pd è guidata da personaggi che hanno molte stagioni alle spalle. Anche in Italia ci sarebbero degli spazi purché si presentassero dei volti nuovi.

 

Se il Pd si spacca, alle prossime Politiche vincerà Salvini?

Escludo Salvini, il quale ha un programma estremista. Per quanto cerchi di darsi una dimensione nazionale, la sua è una Lega nord riverniciata e fascistizzata. Prenderà un gran numero di voti, ma non ha la forza di Marine Le Pen. Quest’ultima ha traghettato il partito dagli estremismi del padre a una zona politica più tranquilla, mentre Salvini sta facendo l’operazione contraria.

 

L’M5S conquisterà Palazzo Chigi?

Il rischio è che chi si troverà con il pallino in mano sia proprio l’M5S, che si presenta come il partito che non ha mai governato, e che dunque non ha responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Con l’M5S al governo però, l’Italia combatterà le scie chimiche ma sarà sempre più sospinta verso una marginalità totale rispetto a Ue e scena globale.

 

Alle Europee 2014 Renzi sembrava avere il vento in poppa. Dove si è incagliato?

In realtà l’origine delle attuali difficoltà risale un po’ più indietro nel tempo. Alla nascita del Pd numerosi esponenti della Margherita come Francesco Rutelli e dei Popolari come Franco Marini erano stati molto freddi, perché pensavano che questo partito sarebbe stato egemonizzato dagli ex comunisti. Oggi i realtà è avvenuto esattamente il contrario.

 

Cioè?

La classe dirigente post-Dc si è dispersa mentre il popolo comunista si affratella nella nostalgia ma si divide drammaticamente sulle scelte del momento. Il Pd è in se stesso un’operazione fallita. Di questo bisogna prendere atto, e ciascuno deve ricominciare andando per la sua strada. Un’altra via però ci sarebbe…

 

Quale?

Invece di inseguire Nichi Vendola e Cofferati, si lavori per dare vita a una formazione politica di moderati di sinistra che si agganci a tutte le miglior culture politiche italiane. Dando soprattutto il segnale alla gente del nostro Paese che si ricomincia ad avere un minimo di cultura delle istituzioni, e che le carriere vengono dopo ai destini della nazione. Prima dei valori della sinistra, bisogna rimettere in campo quelli della patria. In questo momento abbiamo una classe dirigente che non rispetta questo Paese, ma anzi ci gioca, come documentano i voti sul caso Azzollini e sulla riforma Rai.

 

(Pietro Vernizzi)

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