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CAOS RIFORME/ Schäuble commissaria l'Italia

Wolfgang Schäuble, ministro tedesco delle Finanze (Infophoto) Wolfgang Schäuble, ministro tedesco delle Finanze (Infophoto)

Adeguare la Costituzione ai tempi è un'espressione eufemistica per dire che i processi decisionali vanno adeguati alle richieste che provengono dai mercati finanziari. Stiamo assistendo a una riforma, lo ripeto, che si fa principalmente per compiacere e rassicurare l'Unione europea e i mercati finanziari, ovverosia, per essere più chiari, i detentori del debito pubblico italiano.

Ma il problema del nostro paese qual è, secondo lei?
Il problema dell'Italia non sono i meccanismi istituzionali, ma, da sempre, la selezione delle sue élites. Politiche, economiche e mediatiche. Le vere tre forme di potere che oggi decidono in casa nostra.

E anche l'Italicum era funzionale a questo, basato com'è sull'incoronazione dell'unico dominus della scena politica?
Certo. Accompagnato — come si sta facendo — da una drastica semplificazione dei processi di decisione politica.

Perfino la proposta di Schäuble e Weidmann sembra andare in questo senso.
E' evidente. La si potrebbe definire, semplificando, un organismo pensato con lo scopo di togliere alla Commissione il potere di controllo dei bilanci pubblici degli Stati membri e per commissariare direttamente quelli in default, come è oggi la Grecia e come possono diventare Italia e Spagna, solo che da qualche parte convenga. Diversamente da me e da lei, Schäuble e Weidmann sono perfettamente convinti che nelle decisioni dell'Unione europea non ci sia alcun deficit di democrazia, perché sono decisioni assunte da governi democraticamente eletti. E infatti questo è il refrain delle istituzioni comunitarie. Anzi, sono convinti che la responsabilità dei governi di fronte agli elettorati sia un male, che impedisce l'applicazione delle regole di bilancio. Ma il gioco di prestigio del metodo intergovernativo consiste proprio in questo, nell'eludere la responsabilità politica dei singoli governi nei confronti delle opinioni pubbliche nazionali e nel far sembrare democratico un processo decisionale che ne è l'esatto opposto. Se non si identifica il decisore non c'è possibilità di controllo politico.

E un potere che non sia controllabile…
…è esattamente ciò che costituzioni e costituzionalismo sono nati per escludere e limitare. Opinioni del genere, del resto, non sono limitate alla sola Germania. In Italia solo qualche settimana fa Mario Monti si è chiesto, in televisione, con candore disarmante, se per caso tutta questa democrazia non sia un pericolo per l'Europa e per il suo processo di crescita. Più chiaro di così…

Che cosa vede per l'Italia a medio-breve termine?
Il protrarsi della stagnazione e una progressiva degenerazione istituzionale. Proprio come quella che stimo sperimentando adesso. Non a caso Bloomberg ha detto che la luna di miele di Renzi è finita e che le sue promesse elettorali si sono scontrate "con una economia oberata dal debito" (John Follain, Bloomberg, 12 agosto, ndr).

Lei prima ha detto che il problema dell'Italia è quello delle sue élites. Vuole spiegare meglio? 


COMMENTI
15/08/2015 - commento (francesco taddei)

volevate più europa? eccola qua! cosa pensavate, che avrebbero fatto comandare l'italia? perché invece di più spesa per tutti non togliamo gli sprechi, i privilegi delle caste e meno clientelismo? meglio fare la i piagnoni e prendersela con l'orco cattivo che cercare di migliorarsi vero?