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DIETRO LE QUINTE/ Renzi (in silenzio) prepara l'operazione "25 agosto"

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Ecco allora la necessità di un rilancio, da consumato giocatore di poker. Ci vuol poco a capire che questo nuovo inizio non può che avvenire sul terreno dell'economia, che sinora proprio non ne vuol sapere di ripartire. Il vero banco di prova per la seconda fase del governo Renzi sarà quindi la legge di stabilità. I tecnici di Palazzo Chigi e del ministero dell'Economia ci hanno lavorato febbrilmente per tutto il mese di agosto. Imperativo recuperare risorse da immettere nel circuito produttivo. L'importo della manovra è lievitato di giorno in giorno. Ora pare arrivato a superare i 25 miliardi di euro per avvicinarsi ai 30. Una decina di miliardi di tagli (che faranno sicuramente imbestialire sindaci e governatori), poi la richiesta di maggiore flessibilità all'Europa. La scossa a quel punto non potrà che avvenire sul terreno fiscale, sul duplice versante del sostegno alle imprese e della revisione del meccanismo delle detrazioni, una giungla quasi inestricabile. Lo aveva annunciato nella lettera ai parlamentari democratici del 5 agosto: "La ripresa non è più una chimera". 

Se sarà così o meno lo stabilirà soprattutto l'alchimia della manovra economica in preparazione, che verrà ritoccata sino all'ultimo minuto. Dovrà convincere sia gli imprenditori, sia i sindacati. Farlo contemporaneamente non sarà affatto un'impresa facile. Se il mix riuscirà a sprigionare una ventata di ottimismo, la scommessa dei rilancio pokeristico sarà vinta. In caso contrario, Renzi corre forte il rischio delle sabbie mobili.  



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