BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIETRO LE QUINTE/ Renzi (in silenzio) prepara l'operazione "25 agosto"

Pubblicazione:lunedì 24 agosto 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La domanda cominciano a porsela, gli addetti ai lavori: dov'è finito Matteo Renzi? Da giorni ormai il premier-segretario è sparito dai radar, e sarà probabilmente così sino a martedì, quando prenderà la parola dal palco del Meeting di Rimini e subito dopo a Pesaro. E' un fatto però che gli interventi pubblici siano un ricordo da un paio di settimane. E persino sui social network i profili di Renzi conoscono un lungo silenzio, assolutamente distante dall'energico modo di fare politica cui il presidente del Consiglio ci ha abituato.

Neppure la colossale figuraccia che l'apparato dello Stato ha fatto nel caso dei funerali show del "Padrino" Casamonica hanno indotto il premier a rompere il silenzio. Addirittura ha fatto smentire dal suo ufficio stampa qualunque contatto con il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Per la capitale la decisione verrà presa nel Consiglio dei ministri di giovedì 27. Palazzo Chigi non nasconde la sua irritazione per la totale mancanza di controllo del territorio, ma ha già deciso che il danno d'immagine derivante dal commissariamento della capitale alla vigilia del Giubileo sarebbe troppo grande. Marino, dunque, finirà sotto la tutela del prefetto Gabrielli, almeno per il momento.

Ma dietro il silenzio di Renzi con ogni probabilità si nasconde molto di più dell'imbarazzo per il caso Roma. Uno avvezzo come lui alla comunicazione non può certo ignorare l'effetto attesa, che si può far crescere con il silenzio. Il discorso di Rimini è in preparazione da un paio di settimane, perché nelle intenzioni dell'inner circle renziano deve segnare una scossa, un nuovo inizio.

Solo con un salto di qualità si può uscire dalle secche che si preannunciano all'orizzonte. L'agenda di settembre è di quelle da farsi venire il mal di testa, i fronti sono troppi, anche per Renzi. Le riforme costituzionali, quella del processo penale, le unioni civili, la Rai, la riforma del processo penale con il velenoso allegato delle intercettazioni telefoniche, la legge sul conflitto d'interessi, lo jus soli per gli immigrati che nascono in Italia.

In Parlamento Renzi rischia di finire fra due fuochi su ciascuno di questi argomenti. Da una parte le opposizioni, dall'altra le minoranze di casa sua. Su ciascuno potrebbe cercare di costruire maggioranze variabili. Ad esempio, con Sel e 5 Stelle per approvare le unioni civili che non piacciono ad Alfano e Lupi. Oppure con Berlusconi per la revisione della Carta costituzionale, che non va giù ai malpancisti targati Pd. Uno scenario ad altissimo rischio, dove la possibilità di andare a sbattere si anniderebbe in ogni passaggio. Neppure un rimpasto di governo — che pure è allo studio — può bastare a mettere il governo al riparto dal rischio di un KO.


  PAG. SUCC. >