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CAOS RIFORME/ Cassese: la politica ha fallito? Ci siamo noi giudici...

Pubblicazione:martedì 25 agosto 2015

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Le corporazioni hanno prevalso. Hanno fatto venire in primo piano le passioni piccole, i modesti interessi. E' venuto il tempo del familismo amorale, per usare la nota espressione di Banfield, il tempo di chi pensa all'oggi rinunciando al domani. Il governo Renzi è il 152esimo dell'Italia unita e il 63esimo della Repubblica. Nello stesso periodo, quello nostro repubblicano, la Germania ne ha avuti un terzo. Siamo un aeroporto nel quale gli aerei accelerano senza riuscire mai a decollare. 

Da quello che lei dice, però, non sembra solo un problema di classe politica ma anche di comunità politica.
Da questo punti di vista non c'è dubbio che le forze migliori della società non vanno in politica. Ho fatto per 50 anni il professore e l'educatore, ma nessuno dei miei migliori allievi ha mai pensato alla politica. E perché? — perché l'hanno vista come un mondo lontano che li avrebbe portati a mettere da parte le loro idealità, a doverle mescolare con interessi troppo piccoli. La politica non riesce a suscitare energie, e pensare che dovrebbe fare proprio questo.

Cosa pensa quando sente dire che "la Corte fa politica"?
Se questo vuol dire che la Corte prende decisioni che attengono l'interesse collettivo, non c'è dubbio che sia così; e lo deve fare con grande impegno, perché dev'essere un memento per la classe politica. Se invece si vuol dire che la Corte prende la posizione di questo o quel partito, rispondo che invece non lo fa nel modo più assoluto. E' chiaro che di volta in volta può scontentare qualcuno. Ma il punto è: ha avuto di vista l'interesse collettivo? Ha guardato lontano? Ecco la domanda fondamentale.

Oggi la Corte costituzionale decide su materie molto sensibili, attinenti i concetti morali fondamentali come i cosiddetti "nuovi diritti", questioni etiche controverse che dividono l'opinione pubblica. Che cosa sta cambiando?
E' vero: si pongono in modo rilevante problemi di etica collettiva che attengono al rapporto tra vita e morte, alla condotta sessuale delle persone, alla religione. Questi problemi in realtà ci sono sempre stati, solo che adesso emergono con forza dirompente. La Bibbia ci parla di uomini che avevano due mogli, noi non ammettiamo l'esistenza di concubine. Nel corso della storia le concezioni cambiano e dobbiamo adeguare i nostri convincimenti al mutare della vita collettiva. E' stupido rimanere fermi. 

La nostra Carta va cambiata o no?
Su questo, il giudizio è ormai storico e consolidato: c'è una prima parte che guarda lontano e c'è una seconda parte che, per i timori che Togliatti e De Gasperi avevano l'uno dell'altro, guarda troppo vicino. La prima parte va salvata e valorizzata, la seconda modificata. 

(Federico Ferraù)



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