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RENZI E CL/ La "terza via" di Matteo per archiviare Berlusconi e il vecchio Pd

Pubblicazione:mercoledì 26 agosto 2015

Matteo Renzi ieri al Meeting di Rimini (Infophoto) Matteo Renzi ieri al Meeting di Rimini (Infophoto)

Come un sapiente musicista ha saputo toccare le corde giuste, e solo quelle. Non una nota fuori posto. Matteo Renzi, ospite per la prima volta da premier al Meeting di Rimini, era perfettamente conscio di giocare in trasferta. Una platea esigente, con un approccio alla politica alto, ma lontano dalla sua formazione culturale. Davanti a sé il premier aveva due strade: gettarsi fra le braccia di quel popolo, oppure prendere atto di questa distanza e tentare con esso un dialogo su un piano più elevato.

Il primo metodo era quello utilizzato da Berlusconi. Un paragone insopportabile, tanto da prenderne immediatamente le distanze. "C'era fra i miei predecessori chi veniva qui alla ricerca di un'enorme agorà politica", ha ricordato Renzi. Veniva, insomma, a caccia di consensi. Certo, era un'altra epoca. L'ultima volta di Berlusconi al Meeting risale al 2006, e da allora di acqua sotto il Ponte di Tiberio ne è passata davvero tanta. Renzi lo sa e sa di interpretare i sentimenti della platea quando afferma che vent'anni di scontri fra berlusconismo e antiberlusconismo hanno paralizzato il paese. 

Inevitabile allora la scelta di percorrere l'altra strada, quella del dialogo sui temi concreti. Ma anche qui un distinguo velenoso, quello da Bersani, accusato — senza nominarlo — di frequentare gli ampi padiglioni della Fiera di Rimini "più per le opere". Renzi, insomma, ha voluto spiegare al popolo del Meeting che lui non è venuto né a caccia di voti, né di affari. 

"Non sono uno di voi", aggiunge, per chi non avesse ancora capito. Il premier però ricorda anche di non essere neppure così distante, sottolineando quanto nella sua formazione abbia influito il professore di religione del liceo, ciellino, e l'amicizia con lo scomparso Graziano Grazzini, leale avversario politico quando era capogruppo di Forza Italia alla Provincia di Firenze. 

Da queste premesse Renzi è partito per un ragionamento che ha avuto come tema centrale il recupero di speranza nelle possibilità dell'Italia di ripartire e di recuperare un ruolo da protagonista sulla scena internazionale. Una dopo l'altra il premier inanella una serie di passaggi che colpiscono al cuore il popolo di Cl. Strappa l'applauso quando assicura che preferisce perdere qualche voto sull'immigrazione piuttosto che cedere "a chi vuole l'Italia terra della paura". Salvini dalle parti del Meeting non riscuoterebbe molti consensi.

C'è poi la promessa di ridurre le tasse, che va incontro alle richieste delle imprese. C'è anche la richiesta di semplificare il paese, superando il bicameralismo perfetto perché la non elettività del Senato "non è un attentato alla democrazia".


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