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SOS MIGRANTI/ Nuhefendic: l'invasione dei Balcani? E' una "punizione" europea

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In primo luogo occorre intervenire sulle cause che hanno provocato queste ondate migratorie. Paesi fino a poco tempo fa in pace, oggi sono sconvolti dalla guerra. Bisogna adottare inoltre una politica unica europea in tema di immigrazione, perché il vero problema è che di fronte alle emergenze in Europa ciascun Paese funziona per sé.

 

Serbia e Macedonia hanno chiesto aiuti all’Ue. E’ questa la soluzione?

Non bastano certo i fondi Ue per risolvere il problema. I 300 milioni di euro dati finora dall’Ue alla Serbia sono un’inezia. Serbia e Macedonia chiedono aiuti solo per sistemare temporaneamente i profughi, i quali non hanno certo intenzione di fermarsi nei Balcani dove non c’è lavoro. La gente che fugge non vuole restare nei campi di accoglienza, ma avere una vita normale. Ogni volta che si devono spostare per loro è infatti un grande trauma. Il paradosso è che mentre l’Europa non fa nulla, la popolazione serba si è mobilitata per accogliere i migranti. La gente comune porta acqua e cibo, e considera gli immigrati non come invasori o nemici, bensì come persone che sono state colpite da una grande disgrazia e hanno bisogno di aiuto.

 

Dobbiamo accoglierli tutti in Europa?

Non possiamo respingere quanti sono già arrivati alle porte dell’Europa. O vogliamo rimandare indietro chi fugge dall’assedio di Aleppo? E poi si parla di chi è già arrivato nei Balcani, ma ci sono altri milioni di profughi in Libano, Turchia e Giordania. Se non possiamo accoglierli in Europa, dove possiamo sistemarli? Quanto sta avvenendo è una grande sfida per capire se l’umanità dell’Europa esiste ancora. La gestione di questa crisi per l’Europa è stato un fallimento umano ma anche politico e organizzativo. I nostri politici sono in vacanza e pensano a una riunione per settembre, mentre il fiume umano nei Balcani si ingrossa sempre di più.

 

(Pietro Vernizzi)

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