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MARINO COMMISSARIATO/ Una soluzione all'italiana che aiuta (solo) Beppe Grillo

Pubblicazione:venerdì 28 agosto 2015

Ignazio Marino (Infophoto) Ignazio Marino (Infophoto)

Il ritardo è frutto del dramma di Renzi. Quando ha acquisito sotto le sue bandiere il giovane capo della sinistra, Matteo Orfini, il segretario Renzi gli ha dato in contraccambio carta bianca sulla città di Roma. In questo modo Renzi gli ha consentito di costruirsi un potere personale. Orfini del resto era stato uno dei protagonisti delle battaglie di corrente del Pd romano, e ha scelto di difendere Marino per un calcolo sbagliato.

 

Quale calcolo?

Ha pensato di avere di fronte a sé la strada più utile per diventare il leader di Roma, e forse il successore di Marino. Renzi non ha voluto tradire il patto con Orfini, e quindi non ha potuto smentirlo. E’ stato così costretto a subire Marino, insieme a tutte le conseguenze provocate dalla sua permanenza nel Campidoglio. Renzi insomma interviene in ritardo perché paga un prezzo a un suo alleato improvvisato, che gli ha messo sul tavolo la condizione di non procedere su Roma pena la rottura dell’alleanza.

 

Renzi sta cercando di non spaccare il Pd?

Il Pd romano è già un partito spaccato. Dopo le Regionali, Marianna Madia fece delle affermazioni molto drastiche su quello che stava avvenendo nel Pd della Capitale. Non capisco quindi che cosa ci sia da tenere unito in un partito che, secondo il rapporto di Fabrizio Barca, ha intere sezioni dominate non solo dai signori delle tessere ma spesso anche da fenomeni di contiguità con la malavita. Tanto che alcune sezioni sono state commissariate e alcuni presidenti rimossi per ragioni di legalità.

 

Ritiene comprensibile la cautela del segretario del Pd?

No, la cautela di Renzi è immotivata perché in queste condizioni il Pd romano va incontro a una sconfitta senza precedenti. Anche perché non emerge una figura carismatica in grado di tenerlo unito: non c’è un nome che possa essere preso in considerazione per la prossima partita elettorale. Il Pd romano non ha selezionato una classe dirigente, pur essendoci sicuramente al suo interno delle persone che “hanno tirato la carretta”.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
28/08/2015 - Penso di votare, sì vado, ma annullo la scheda! (orazio adolfo bacci)

Se queste puttane non cedono il passo, le renderemo caste come vergini (parlo dei politici italiani) questi ladri maledetti non uno se salva! Se gli Italiani votano in massa scheda nulla NON BIANCA, che la possono riutilizzare, e le schede uniche prendono il 50% i politici, le vedove allegre si convertono e diventano come pecore che tornano all'ovile.