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MARINO COMMISSARIATO/ Gentili: il caso-Roma può spaccare il governo

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Angelino Alfano, ministro dell'Interno (Infophoto)  Angelino Alfano, ministro dell'Interno (Infophoto)

La situazione all’interno del Pd non è tranquilla, come vediamo in queste ultime ore. Giovedì a Milano, pur senza nominarlo, D’Alema ha attaccato Renzi in modo molto evidente. Quella nel Pd è una situazione di divaricazione interna, e questo al di là del dibattito sulla cosiddetta minoranza. Lo stesso Orfini, che è anche lui di derivazione dalemiana, in questo frangente ha fatto asse con Renzi ed è il presidente del partito. E’ una situazione che alla lunga esige un chiarimento.

 

Renzi è riuscito a risolvere la questione Expo nominando un commissario ad hoc. Riuscirà a fare lo stesso anche per il Giubileo?

L’assessore alla Legalità di Roma, Alfonso Sabella, ha affermato appunto che in fondo quanto sta avvenendo nella Capitale è la stessa situazione che c’è a Milano, in quanto si replica il modello Expo. Il ruolo di “tutore” del Campidoglio affidato al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, non implicherebbe dunque alcun commissariamento. In realtà ritengo che le situazioni di Milano e di Roma non siano simili.

 

Perché?

Ci sono delle differenze di fondo importanti tra le gestioni di Milano e Roma. Milano non ha accumulato i problemi che ha avuto Roma in questi ultimi anni, anzi ha tentato di risolverli. In secondo luogo questo “commissariamento di fatto” della Capitale è una novità assoluta.

 

Che cosa cambierà?

Alcuni settori quali i campi nomadi, l’immigrazione, la casa e l’ambiente sono stati infiltrati dalla mafia come documenta l’inchiesta Mafia Capitale. Su queste vicende il sindaco non giocherà più in modo autonomo, ma dovrà raccordarsi con il prefetto. E’ quindi una vicenda diversa da quella di Milano, perché c’è una chiara perdita di “sovranità” da parte del sindaco, il quale dimostra comunque di essere sempre un grande incassatore, facendo finta di nulla e tirando diritto per la sua strada.

 

E’ una scelta vincente?

No, anche perché la situazione reale è ben diversa. Quello che è avvenuto è un commissariamento di fatto, con contraccolpi giuridici che sarebbero tutti da verificare.

 

Che cosa sarebbe da verificare sul piano giuridico?

C’è chi ha sollevato problemi di legalità per quanto riguarda la disposizione del governo. Questo tipo di intervento non è previsto dalla legge, e in più il ministro dell’Interno Alfano afferma che ci sarebbero i presupposti per il commissariamento ma che ha deciso di non farlo. E’ una situazione che mi domando se possa reggere a lungo. Di fatto Marino è un po’ meno sindaco di ieri, il prefetto Gabrielli lo è un po’ di più, e quindi c’è questa inedita governance a quattro mani che rappresenta un unicum giuridico.

 

(Pietro Vernizzi)



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