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DIETRO LE QUINTE/ Il (vero) Vietnam che può costare caro a Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Da non dimenticare le partite complesse sul Sud in difficoltà, con il grido di dolore di Roberto Saviano, o la contestata riforma della pubblica amministrazione che sembra ormai in dirittura di arrivo in parlamento. 

La strategia messa in campo per affrontare così tanti nemici è duplice: rilancio e rinvio. Appartengono al primo metodo l'invito ai sindaci a lavorare di più, oppure al Sud di smettere di piangersi addosso. O ancora la sfida ai sindacati ad accettare regole nuove che finalmente attuino l'articolo 39 della Costituzione proprio sull'organizzazione delle organizzazioni rappresentative dei lavoratori.

Più sottile — e insieme scivolosa — la tattica del rinvio. Renzi l'ha scelta sul tema politicamente più delicato, quello delle riforme costituzionali, su cui frontale ormai è lo scontro della sua minoranza interna. Ma in questo caso il rinvio potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, consentendo ai suoi avversari il tempo necessario per organizzare trappole e trabocchetti degni dei vietcong. 

Anche sulla Rai Renzi rischia, perché la sua riforma è stata derubricata a riformetta e nelle more dell'approvazione il rinnovo del Cda avverrà con la tanto vituperata legge che porta il nome di Maurizio Gasparri. E qui l'imboscata potrebbe arrivare subito, facendo mancare i voti necessari all'elezione dei sette consiglieri espressione della Commissione parlamentare di vigilanza. Un'ipotesi tutt'altro che peregrina, vista la farraginosità delle norme di designazione. 

Sin qui, però, la fortuna di Renzi è stata costituita dalla totale assenza di coordinamento fra i suoi avversari. Troppo distanti, troppo diversi, e in aperta competizione fra di loro per coordinare la loro azione. Allungarne ogni giorno la lista, però, potrebbe essergli fatale. Prima o poi questa saldatura non potrà che esserci nei fatti, per l'interesse convergente di molti nel far cadere il premier. Un rischio che potrebbe concretizzarsi in ogni momento.



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COMMENTI
03/08/2015 - Ma se cadrà.... (Luigi PATRINI)

Già, Renzi potrebbe "cadere" (non credo ancora più in basso! ma chissà?), ma se cadrà, il primo a rallegrarsi sarà probabilmente lui stesso, perché sarà riuscito a tirarsi fuori da quella matassa così ingarbugliata che lui stesso è stato maestro a costruirsi, ma dalla quale non gli è - neppure per lui - facile riuscire a tirarsi fuori. Speriamo che l'Italia resista alla frana!