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SONDAGGI/ Weber (Ixè): Renzi perde Roma e la Sicilia. E a Milano...

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C’è stata un’indubbia erosione: poco dopo le elezioni europee il Pd era al 37%, mentre oggi è sceso al 33%. Un andamento che si spiega anche con il fatto che abbiamo un Pd sempre meno partito e sempre più orientato a diventare un comitato elettorale che si accende in previsione delle elezioni.

 

In questi giorni si è parlato di una possibile alleanza Berlusconi/Salvini. Quali conseguenze avrebbe?

Lega e FI insieme prenderebbero meno della somma dei voti dei due partiti da soli. Sul piano nazionale un’operazione di questa natura mi sembra molto difficile, anche perché il leader naturale dell’alleanza sarebbe Salvini. E poi c’è una quota di elettorato residuo di centrodestra che fa riferimento a Berlusconi e che ha un carattere più moderato rispetto a Salvini. Potrebbe accettare quindi una coalizione tra i due solo a condizione che alla guida ci sia Berlusconi, ma quella stagione è ormai finita.

 

La popolarità di Mattarella significa che agli italiani piacerebbe una Repubblica presidenziale?

Finora Mattarella si è dimostrato molto più defilato rispetto a Napolitano, e non ci sono stati interventi veramente pesanti o che andassero a confliggere con le opinioni espresse dai principali partiti. Non credo che ci sia una pulsione di questo tipo, piuttosto c’è una posizione super partes e di equilibrio che risulta gradita agli italiani.

 

Le stime sull’affluenza sono in aumento o in calo?

L’affluenza oscilla tra il 60 e il 65%, e alla fine probabilmente voterà il 60%. Lo ritengo un elemento di preoccupazione perché in Italia il quadro istituzionale, che è sempre stato debole, trovava un grande supporto nella partecipazione popolare. Se quest’ultima si attenua, la stessa coesione sociale è messa in discussione.

 

(Pietro Vernizzi)



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