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Politica

SCENARIO/ Quei "falsi bersagli" di Renzi che nascondono la crisi del Pd

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Renzi oggi è indubbiamente più debole: dopo tutto il logoramento fa parte di chi sta al governo, soprattutto quando si governa in condizioni difficili, purtroppo per Renzi e purtroppo per noi, perché i numeri dell'economia vanno male. La ripresa non c'è e Renzi non può sventolare vittorie. Continua a promettere l'abbassamento delle tasse ma anche questo è solo un annuncio. Ed è più debole perché gli altri si stanno rafforzando. M5s in particolare. La vicenda della strada siciliana che i parlamentari M5s hanno costruito con i loro soldi ha colpito moltissimo la gente normale.

Meno sparate, Grillo dietro le quinte, tutto molto più coordinato. M5s sta cambiando?
M5s per tanti versi è ancora un disastro, non si assume responsabilità di governo, ma i numeri sono i numeri. Si sono posizionati intorno al 25 per cento e fanno operazioni di forte impatto come questa, dimmi tu quando mai un partito politico ha pagato di tasca sua la costruzione di una strada. Renzi non può cacciare Crocetta se no vince M5s, idem a Roma. Altro che sinistra interna, il problema di Renzi sta fuori dal Pd e si chiama M5s. 

Salvini è ansioso di sfidare Renzi.
Ma è un nemico molto meno pericoloso per lui. Chi può drenare altri voti dal centrosinistra è proprio M5s. Salvini può prendersi i voti in uscita da Forza Italia, mentre M5s ha le carte per attingere a due serbatoi: Renzi e gli astenuti. Il presidente del Consiglio deve preoccuparsi.

Preoccuparsi quanto?
Che la finalissima al ballottaggio se la giochino M5s e Lega.

Non è uno scenario troppo fantasioso?
Oggi certamente sì, domani chissà.

Ma Renzi arriva al 2018?
Oggi, sondaggi alla mano, è messo male, rischia molto, dalla Sicilia a Roma. Basti pensare che tutti i governatori, Emilia-Romagna esclusa, non sono suoi. Per questo ha tutto l'interesse a tenere le bocce ferme. Lo aiuta il presidente della Repubblica: se Napolitano non ha fatto votare gli italiani quando era il momento, ancor meno lo farà Mattarella, che è molto più prudente.

Uno scenario sulle riforme istituzionali.
Vediamo che succede in commissione tra una settimana. A condurre i giochi c'è la Finocchiaro, che non è renziana, ma nemmeno della minoranza dem. Se la Finocchiaro non ammette gli emendamenti della minoranza, sarebbe difficile per Grasso ammetterli poi in aula…

(Federico Ferraù)

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