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IL CASO M5S/ L'ex Becchi: Grillo non c'è più, ora è un partito come gli altri

Pubblicazione:mercoledì 5 agosto 2015 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 5 agosto 2015, 13.35

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Se non altro avrebbe dovuto dichiararlo: stiamo cambiando, diventiamo altro per tentare il colpo  alle politiche. Ma questo non succede: si va in tv e si partecipa a tutti i talk show, intanto però la democrazia diretta è finita. E poi guardi, è difficile dire quello che potrà succedere a Roma o in Sicilia. M5s poteva vincere le regionali in Liguria se solo Grillo fosse sceso in campo, invece ha regalato la regione a Forza Italia. E' vero, il vento sembra soffiare in poppa a M5s, ma si ricorda che topica alle europee? Grillo sembrava alle calcagna di Renzi, poi i risultati li abbiamo visti. 

Attualmente lei cosa vede?
Renzi che si frega le mani, sapendo che sull'inanità delle opposizioni può continuare a vincere. Oggi la migliore forza anti-sistema potrebbe paradossalmente essere un'alleanza tattica tra Lega e M5s, perché queste due forze separate non fanno altro che avvantaggiare Renzi. 

Ma quale sarebbe l'M5s che disturba di più il manovratore?
Quello che apre una discussione su due temi nevralgici per il nostro paese come l'euro e i migranti, e ne fa i suoi cavalli di battaglia. Farebbe saltare il sistema. Renzi invece approfitterà di queste due opposizioni che servono a garantire la parvenza del sistema democratico, ma che appaiono in realtà funzionali al mantenimento del suo potere. 

Quello che lei dice contravviene al primo comandamento di Grillo, stare da soli.
I movimenti non fanno alleanze e M5s ha sempre detto di non volerne fare, ma se diventi un partito il discorso cambia. Renzi non ha bisogno di alleanze perché si è fatto un partito personale, un post-partito che è egli stesso. M5s e Lega insieme farebbero saltare il sistema, ma non succederà. 

Lei stesso sembra combattuto tra Grillo vecchio e nuovo, dica la verità.
Ma Grillo non c'è più, ora c'è solo Casaleggio. Prenda l'intervista di Fico sul Corriere di domenica scorsa. Tolga il nome di Roberto Fico e ne metta un altro a suo piacimento, vedrà che non c'è più differenza, i toni e le parole di quell'intervista sono i paludamenti tipici del politico di professione. Bravo! Ma per favore non parlate più di rivoluzionare il paese. Il portavoce delle istanze dei cittadini è diventato il soggetto decisionale, ma su quale programma? Non lo sappiamo, anzi sì che lo sappiamo: la presa del potere. Che come tale qualifica tutti i partiti, come diceva Adriano Olivetti.

Ma il programma di rinnovamento diretto della democrazia era realistico? Non crede che la realtà abbia avuto ragione?
Io sono rimasto di un'altra idea: come si diceva una volta, siate realisti, chiedete l'impossibile. Si continua a dire che nel movimento non è cambiato niente, ma è un errore, perché è cambiato tutto. Su che cosa M5s ha preso 9 milioni di voti? Sulla carica dirompente che ora non c'è più, sullo Tsunami Tour di Grillo, non sui giochetti politici. 

E adesso?
Adesso M5s interpreta perfettamente una vocazione minoritaria. Ovvero, ho il 15, il 20 per cento, vado al massimo al ballottaggio e faccio opposizione. Ma non è così che si cambia il paese.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
28/08/2015 - Che Grillo si faccia da parte, quello che doveva... (orazio adolfo bacci)

...fare l'ha fatto, ormai la marcia è ingranata.