BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SONDAGGI/ Buttaroni (Tecné): l'Italicum di Renzi regala la vittoria a M5s

Pubblicazione:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Il 14-15%, con un margine di espansione che può toccare al massimo il 18-20%. Il problema è che essendo un partito di una identità così netta e definita, con l'Italicum da sola non ce la può fare, deve allearsi. Su questa capacità si giocherà il suo risultato finale. 

I vecchi amici di Forza Italia sono la soluzione obbligata?
E' quella l'area cui si rivolge. Però è un cocktail difficile da costruire e chi rischia di più non è FI, che ha un orientamento nettamente più centrista e liberale, ma proprio la Lega. Snaturandosi, verrebbe meno quella discontinuità che ha in Salvini l'alimentatore principale del consenso.

I centristi sono destinati a sparire?
Molto dipende da quello che farà il Pd. Se si si accentua una fuoriuscita verso il nuovo spazio a sinistra, è evidente che il Pd non può più correre da solo. Con l'Italicum rischierebbe di ritrovarsi secondo o terzo, e dunque…

Insomma, l'Italicum ha messo nel sacco tutti.
In pratica sì. A bocce ferme ha dato un potere di coalizione ad alcuni partiti elevatissimo, ma se il sistema non è bipolare ma tripolare e tutti e tre i partiti sono tra il 25 e il 30 per cento, il baricentro che si costruisce nell'alleanza diventa strategico.

Il problema è che al ballottaggio non ci si può apparentare per coalizioni. 
Appunto. In questo scenario i centristi, facendo valere un peso politico molto superiore al loro consenso reale, possono diventare il partito che decide chi va al ballottaggio in una coalizione o nell'altra.

E lo spazio a sinistra del Pd cui ambiscono Sel, Landini, Fassina e Civati, eccetera?
E' solo virtuale. Quell'area è segnata da una grande ansia di rinnovamento, ma il suo parterre è fatto di persone che vengono da storie consumate, esponenti di una fase politica che si è esaurita. Manca loro uno Tsipras italiano.

Roma e Milano saranno decisive per la politica nazionale? O vi vedremo nuovi esperimenti, altri giochi?
Da adesso in poi ogni elezione avrà un carattere nazionale. Assisteremo a grandi correnti d'opinione in cui la questione locale conterà molto meno che in passato. A Milano, Fiano è un buon candidato di centrosinistra, mentre nel centrodestra prima viene Salvini, poi Lupi. A Roma M5s è in testa ma la situazione è fluida perché non sappiamo quale sarà la sorte di Marino. La realtà è che sono esercizi virtuali, perché tutto si misura nel momento in cui ci sono i candidati reali. Salvini per esempio ha già dichiarato che non si candiderà.

A proposito di M5s. Di quanto potrebbe crescere?
Parte in vantaggio sia sul centrosinistra sia sul centrodestra, perché è il partito classico della seconda scelta, e con l'Italicum potrebbe realmente vincere le elezioni.

(Federico Ferraù) 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.