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CAOS RIFORME/ Manconi (Pd): Renzi non faccia il "Berlusconi-bis"

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Renzi ha espresso troppo sbrigativamente e dunque malamente un concetto che ha pure qualche fondamento di realtà. Il ventennio non è stato solo berlusconismo contro anti-berlusconismo, anzi in questo centrosinistra, Pd e Ulivo hanno fatto anche delle buone cose. Ovviamente hanno patito molte cocenti sconfitte, hanno commesso madornali errori, ma non sono riducibili alla specularità tra berlusconismo e anti-berlusconismo. Ma nella rappresentazione di Renzi c’è anche qualcosa di vero.

 

Che cosa, precisamente?

Il berlusconismo è stato così pervasivo e così insidioso che ha condizionato potentemente le mosse dell’avversario. Anzi lo ha costretto troppo spesso la sinistra a specchiarsi in Berlusconi, a muoversi sulla difensiva e ad agire sulla scorta dell’azione di Berlusconi stesso. E quindi a esserne in qualche modo prigioniera, almeno per alcuni periodi.

 

Può fare un esempio?

Uno tra i più evidenti è questione della giustizia, rispetto a cui il centrosinistra è stato incapace di elaborare una riforma radicale, di pensare a un’amministrazione della giustizia totalmente diversa da quella attuale. E ciò perché la sinistra è stata condizionata dalla presenza così prepotente del berlusconismo con le sue malefatte, con i suoi reati, con le sue leggi ad personam.

 

Con quali effetti di ampio respiro?

Questo certamente ha condizionato, e quindi ha tolto autonomia al centrosinistra. Per non parlare di una certa cultura, che mi disturba chiamare “dell’immagine” o “dello spettacolo”, che sono formulazioni molto povere e molto abusate. C’è stato un prevalere del messaggio e degli stilemi della comunicazione immediatista e istantanea, che ha prevalso su una comunicazione orizzontale, più saggia e razionale.

 

Tutto ciò rischia di riprodursi con il renzismo?

Sì, certamente è un rischio. E questo ancora una volta per una colpa da distribuirsi equamente tra Renzi e i suoi avversari, o meglio tra Renzi e i suoi mancati avversari. Se i suoi avversari non sono capaci di essere all’altezza di Renzi, è fatale che quest’ultimo domini il campo.

 

(Pietro Vernizzi)

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