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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Gli errori che condannano la minoranza Pd alla sconfitta

Pier Luigi Bersani (Infophoto)Pier Luigi Bersani (Infophoto)

 A Renzi si contrappone un Pd più di sinistra tra Tsipras, Corbyn e Podemos. E quindi andando allo scontro il fronte degli oppositori è destinato a perdere aderenti e a ridimensionarsi, in quanto se il capo del governo non può ricorrere al voto di fiducia, il segretario di partito può mettere in discussione l'appartenenza al Pd e la ricandidabilità di chi vota contro. 

Anche l'altro fronte sulla scena di Palazzo Madama non sembra inquietante. Il presidente Pietro Grasso ha messo in piedi una suspense da Alfred Hitchcock circa la decisione che prenderà sull'emendabilità dell'articolo 2, subordinando il merito al contesto e cioè all'esistenza di accordo o meno. Ma è una suspense che in questi termini non regge molto: ha lasciato passare troppo tempo. Un arbitro deve fischiare il "fuori gioco" nel momento in cui avviene e non quando si accorge che il portiere è rimasto spiazzato e il pallone sta entrando in rete. La vera incognita per Renzi — quella che può rimettere tutto in discussione — non è la tenuta del Pd, ma del partito di Alfano il cui progetto centrista non è decollato ed è quindi destinato a spaccarsi.

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