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CAOS SENATO/ Casson (Pd): l'abbraccio Renzi-Bersani? Pier Luigi non si è arreso

Per FELICE CASSON, la sinistra Pd è pronta a dare battaglia perché "il combinato disposto di Italicum e riforma costituzionale può avere degli influssi negativi sui livelli di democrazia"

Pier Luigi Bersani (Infophoto) Pier Luigi Bersani (Infophoto)

“Siamo pronti a dare battaglia per fare approvare i nostri emendamenti non solo sull’eleggibilità del Senato, ma anche sul suo ruolo. Il combinato disposto di Italicum e riforma costituzionale può avere degli influssi negativi sui livelli di democrazia nel nostro Paese”. Lo afferma Felice Casson, senatore del Pd e pm, a proposito della riforma istituzionale che oggi entra nella sua fase più delicata. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ieri durante la conferenza stampa con il premier lussemburghese Xavier Bettel ha commentato: “A chi dice state facendo troppo veloci rispondo: non per cattiveria, ma questa riforma è attesa da 70 anni. La prima commissione fu fatta nell’83, io e Xavier andavamo alle elementari”.

 

Senatore Casson, qual è il contenuto ideale della vostra battaglia?

Noi abbiamo presentato anche l’anno scorso una serie di emendamenti che confermano l’impostazione generale di questa riforma. Siamo cioè favorevoli all’eliminazione del bicameralismo perfetto e alla riduzione del numero dei parlamentari, ma non solo dei senatori bensì anche dei deputati. Nello stesso tempo chiediamo di avere un Senato eletto direttamente dai cittadini, perché è un organo di massimo livello rappresentativo. Vogliamo inoltre che Palazzo Madama abbia funzioni adeguate al bilanciamento dei poteri dello Stato.

 

Ncd e Forza Italia hanno chiesto di cambiare anche l’Italicum. Lei che cosa ne pensa?

Il combinato disposto tra Italicum e questo pezzo di riforma costituzionale è fortemente negativo. Anche la riforma dell’Italicum, così come è stata votata, può avere dunque degli influssi negativi sui livelli di democrazia nel nostro Paese.

 

Se la modalità di elezione di Camera e Senato è la stessa, che senso ha fare due camere con poteri differenti?

Questo già esiste in altri panorami internazionali. C’è la possibilità che il compito legislativo e il voto di fiducia al governo siano espletati da una sola camera, mentre l’altra svolga funzioni di rappresentanza territoriale o di garanzia. In Spagna e Polonia per esempio il Senato è eletto in modo diretto, eppure ha compiti diversificati rispetto alla Camera.

 

Secondo alcuni un Senato eletto direttamente dai cittadini deve anche poter votare la fiducia.

E’ un’idea del tutto inventata, perché esistono tranquillamente situazioni in cui il Senato è eletto in modo diretto dai cittadini ma non vota la fiducia.

 

Quale sarà la vostra strategia in aula?

Noi voteremo gli emendamenti che sono stati presentati in commissione.

 

Vi aspettate che Grasso riapra alle modifiche sull’articolo 2?

Grasso ha una sua autonomia ed è in grado tecnicamente di decidere e di riaprire la questione dell’articolo 2, sia in senso stretto a norma di regolamento, sia sulla base di precedenti parlamentari. Ciò quindi sia per quanto riguarda il comma che è stato modificato dalla Camera, sia per quanto riguarda l’intero articolo 2 che dovrà comunque necessariamente essere rivotato. L’esito non sarà affatto scontato.

 

Avete i numeri per riuscire a modificare l’articolo 2?