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RETROSCENA/ La riforma segreta di Renzi di cui nessuno parla

Matteo Renzi sui banchi del governo (Infophoto) Matteo Renzi sui banchi del governo (Infophoto)

La legge elettorale approvata qualche mese fa interferisce con la riforma costituzionale, perché nell'apparente continuità delle disposizioni costituzionali sul governo parlamentare, in realtà introduce una forma di governo inedita: quella del primo ministro. Su questa metamorfosi costituzionale sembra esserci il consenso di tutta la classe politica. Quanto ai cambiamenti invocati, non riguardano l'essenza della legge e il meccanismo elettorale che disciplina, ma solo alcuni aspetti (premio alla coalizione anziché alla lista) di cui si chiede la modifica per pura convenienza politica.

Fino a ieri eravamo assillati dal tormentone dei numeri. Renzi non è mai apparso preoccupato di non averli. Secondo lei che cosa preoccupa di più Renzi in questo momento?
Renzi sta lavorando per arrivare sino al 2018 e vincere le elezioni per un nuovo mandato; non a caso dopo la pausa estiva ha sciorinato il programma dei tagli delle tasse, a partire dalla Tasi e dall'Imu sulla prima casa, da effettuare gradualmente nei prossimi anni. Tagliare le tasse equivale a mettere soldi in tasca alle persone, alle famiglie e alle aziende, molti di più degli 80 euro dello scorso anno; e questo Renzi lo sa.

Mattarella si è guardato bene dall'intervenire. E' davvero fuori dai giochi?
Con Napolitano eravamo abituati a vedere il presidente della Repubblica, anche per via dell'emergenza economica, al centro dell'agone politico. Il comportamento di Mattarella è sicuramente più istituzionale. Questo non vuol dire che il presidente della Repubblica non abbia le sue idee politiche e che sia da escludere che possa esprimerle in determinate situazioni e alle condizioni previste dalla Costituzione.

(Federico Ferraù)

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