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IL CASO/ Formica: l'Italia non riparte, a Renzi rimane solo il Giubileo

Pubblicazione:mercoledì 2 settembre 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il gioco delle parti tra il sindaco Marino e il prefetto Gabrielli è una vera e propria commedia. Il prefetto dice al sindaco: “Se tu non segui le mie disposizioni il Comune sarà sciolto”. E 24 ore dopo Gabrielli si rimangia tutto quello che ha detto.

 

I problemi di Roma nascono con Marino?

No. Proprio ieri è morto a 99 anni il giornalista Manlio Cancogni, autore dell’inchiesta dell’Espresso intitolata “Capitale corrotta = nazione infetta” realizzata nel 1956. L’inchiesta era una riflessione sulle questioni che avvenivano nella capitale, cuore pulsante di una nazione. Mi è venuta in mente a proposito di quanto sta avvenendo a Roma in queste ore, con un presidente del Consiglio e un ministro degli Interni che lasciano il sindaco in una situazione in cui se la deve vedere con il prefetto. E’ una situazione degna di un mondo immaginario.

 

Di fronte a una situazione come questa da dove si può ripartire?

In Italia mancano un’indicazione e una guida per la soluzione dei problemi drammatici emersi negli ultimi anni in forma impietosa. Il vero interrogativo è se il 50 per cento degli italiani che non vanno più a votare possono essere suggestionati dalla prospettiva salvifica della misericordia del Papa. L’Anno Santo indetto da Papa Francesco è un fatto rivoluzionario in quanto tale proprio per la tematica scelta. La misericordia, cioè la sostituzione della giustizia umana con il perdono divino, è una bomba che esplode sulla stagnazione politica italiana.

 

Quali risposte può dare l’Anno Santo alla società italiana?

Il punto è se in una società ingiusta come quella italiana, una giustizia incerta, tardiva e spesso partigiana sarà sostituita da un’esigenza diffusa di trovare la misericordia. Come ci insegnavano da ragazzi, le opere di misericordia sono corporali e spirituali, e tra queste ultime c’è perdonare al posto di giudicare con severità. Quando si entra in un vuoto politico la misericordia delle opere corporali e spirituali è una bomba, dà una via al caos esistente, sconvolge il disordine per un immaginario e salvifico ordine. Viene però da chiedersi se qualcuno sia in grado di tradurre questa novità in un ordine politico e istituzionale.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
03/09/2015 - Da che pulpito vengono le prediche (Giovanni Menegatti)

Se in Italia e a Roma siamo in queste situazioni, caro compagno Formica non sei anche tu che sei stato ministro, uno degli principali artefici del degrado e del grande debito che oggi l'Italia si trova. Quando eravate al governo che dovevate fare la grande riforma cosa avete partorito un gran magna magna, e chissa per quante generazioni dobbiamo pagare il disastro che avete fatto. Dovete vergognarvi per cio che avete e non avete fatto al paese in quel periodo, altro che dar lezioni a chi governa adesso.

 
02/09/2015 - Formica (alberto servi)

Arieccolo. E’ quello che dalla poltrona di Ministro ci disse che l’aereo Itavia era caduto a Ustica per scarsa manutenzione. E’ uno dei responsabili del precipizio nel quale siamo precipitati. Salverei l’on Brodolini presentatore della Legge 300 quella dell’art. 18, che con franchezza ebbe a dichiarare a G.Giugni : “Fa che non diventi un provvedimento a tutela dei lavativi” disse (La Stampa del 20.05.2010, pag 33).Le tutele crescenti del Jobs Act di Renzi sono un'ulteriore dichiarazione di remissività davanti alla Triplice. Riguardano solo gli assunti dal Febbraio 2015 e costeranno per agevolazioni alle imprese e “ricostruzioni di professionalità” euro difficili da reperire. La legge 300 del '70 ha metabolizzato all’italiana la rivoluzione sociale che ha contaminato buona parte del pianeta ma mal per noi ha lasciato ALTROVE conseguenze positive. Dal 1970 abbiamo allontanato definitivamente la cultura del merito affascinati dalle convergenze parallele, dall’esame di gruppo e dal 18 politico. Da allora le carriere non sono state più fatte per merito ma per anzianità. A consuntivo 300mila euro lo stipendio del sindacalista più i vitalizi che costituiscono diritti acquisiti, scomparsa dell’imprenditore e del capitale da investimento, economia in recessione, disoccupazione e debito in aumento. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Cottarelli del FMI allontanato in fretta e la Camusso, Landini e Cofferati accusano il Governo e gli imprenditori che non investono !