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CAOS SENATO/ Così il sogno di Scalfari farà perdere la sinistra

Pubblicazione:lunedì 21 settembre 2015

Eugenio Scalfari (Infophoto) Eugenio Scalfari (Infophoto)

“I veri motivi dell’attrito tra Renzi e Bersani, prima ancora che politici o di interesse, sono genetici. Difficile far convivere in un solo partito una gestione brutale come quella renziana e una sinistra che si è dimenticata dei temi sociali e vive una subalternità nei confronti del partito radicale di massa alla Eugenio Scalfari”. E’ l’analisi di Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds, in vista della direzione del Pd di oggi che metterà a tema la riforma costituzionale. Roberto Speranza, ex capogruppo del Pd alla Camera, dice: "Assolutamente un'uscita dal partito non esiste e non esiste la scissione". Il vicesegretario Lorenzo Guerini però ribatte: “Non capisco questa posizione di Bersani. Sembra quasi che anziché trovare un punto di intesa sul merito della questione, voglia irrigidire le posizioni per rompere. Noi andremo avanti con lo spirito di apertura ma non accettando veti che non servono al Pd".

 

Quali sono i motivi, scoperti o nascosti, dell’attrito tra Bersani e Renzi?

Il dato di fatto è che nel Pd ci sono ormai due partiti. Uno con un filo rosso legato saldamente alla storia della sinistra. L’altro cerca una strada del tutto nuova, collegandosi alle esperienze della sinistra occidentale, come il New Labour di Tony Blair. Queste due parti potrebbero ancora dialogare, ma hanno scelto di non farlo. Il Pd è il risultato di due partiti federati male, e rischia quindi quotidianamente la rottura. Dietro allo scontro i motivi di interesse sono secondari, e a prevalere sono soprattutto motivi che definirei genetici.

 

Renzi ha convocato la direzione per oggi. Che cosa spera di ottenere?

Spera di ottenere un via libera dalla maggioranza, in modo tale che la parte che non voterà la sua riforma risulti nei fatti scissionista. Di fatto gli può riuscire di sottrarre alla sinistra qualche altro consenso interno. Ci sarà pure un pezzo di sinistra che non ha in animo la rottura, che la teme, che non vuole apparire come conservatrice rispetto a Renzi. La speranza del segretario è quindi di passare come un tir sopra la minoranza Pd.

 

Renzi ha detto che intende “fare uscire allo scoperto la minoranza dem”. Quali armi ha per farlo?

L’unica arma che ha a disposizione è ottenere un voto favorevole dalla stragrande maggioranza della direzione, in modo tale che l’atteggiamento parlamentare della sinistra appaia come di rottura rispetto a una disciplina di partito che Bersani e gli altri chiedevano a loro volta quando guidavano lo stesso partito. E’ un gioco del fiammifero acceso e Renzi spera che resti in mano alla minoranza.

 

Lei come valuta l’atteggiamento di Bersani?

Il rischio che corre la sinistra Pd è che si muova sulla stessa linea di Podemos, ma senza avere una classe dirigente nuova, e sulla stessa linea di Corbyn, ma a differenza di quest’ultimo avendo guidato il partito fino all’altro ieri e uscendone sconfitta. A danneggiare la sinistra Pd è l’idea che sia un pezzo del passato. Che sia vero o no, questa è l’immagine che hanno i suoi esponenti.

 

Perché fare dell’elettività del Senato il proprio vessillo?


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COMMENTI
24/09/2015 - Voi della Redazione de iil Sussidiario (orazio adolfo bacci)

Ho scritto una missiva riguardante il denaro e non l'avete pubblicata, siete dei Barboni, la verità vi fa male, mi fate schifo! Non rispondetemi tanto non vi seguo più dall'invio di questa mia scrittura! Andate al Diavilo e vergognatevi.

 
21/09/2015 - Renzi e Bersani (Ma BA)

Al di là di tutte le ragionevoli argomentazioni di Caldarola e le loro differenze genetiche a me pare che tutto questo sia un gioco delle parti in commedia. Detto brutalmente questi sono come i ladri di Pisa che rubano insieme la notte e fanno finta di litigare di giorno. Una pantomima, o sceneggiata, per tenere agganciati al carro gli elettori più a sinistra che altrimenti forse andrebbero altrove. Così invece mantengono tutti posti di potere che hanno. Questi non faranno mai la scissione. Quando mai riavrebbero il potere?