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SCENARIO/ Così la Lega può far vincere M5s contro Renzi

Matteo Salvini (Infophoto) Matteo Salvini (Infophoto)

In caso di ballottaggio bisognerà vedere quanta parte dell’elettorato leghista travaserà nell’M5S. Per quanto riguarda però l’orientamento degli elettori, bisognerà vedere come saranno cambiate le cose di qui a due o tre anni sul piano italiano ed europeo.

 

Sulla data del voto finale c’è stato un disaccordo tra governo e presidente del Senato, Pietro Grasso. E’ in atto uno scontro istituzionale?

Rispetto ad alcune forzature introdotte da Renzi e dalla Boschi, era anche naturale che Grasso reagisse, come quando ha detto: “Io non farò il boia della Costituzione”. Non sopravvaluterei però la portata di questo scontro. Sicuramente la parte renziana del Pd non adora Grasso, e probabilmente Grasso stesso non adora Renzi. Il tema su cui al momento bisogna ancora tenere gli occhi aperti è l’articolo 2, cioè la questione dell’elettività, anche se l’accordo trovato nel Pd depotenzia questa mina.

 

Come valuta invece il ruolo di Mattarella nella partita delle riforme?

E’ un ruolo abbastanza riservato, e che non si spiega soltanto con una personalità diversa da quella di Napolitano. Con l’avvento di Renzi si era aperto un processo di indirizzo del potere che, per motivi obiettivi che prescindevano anche dalla volontà delle parti, negli ultimi anni si era fortemente spostato in direzione del Quirinale. Adesso sia pure in forme diverse dal passato, lo stesso pendolo ritorna verso Palazzo Chigi. Il ruolo quindi di Mattarella torna a essere di garanzia e di attenzione, ma non c’è più il divampare di una crisi per un vuoto di potere politico e istituzionale. Mattarella fa quindi la sua parte in un quadro totalmente nuovo.

 

(Pietro Vernizzi)

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