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Politica

SCENARIO/ Caldarola: in Senato Renzi rischia la sconfitta

Pier Luigi Bersani (Infophoto)Pier Luigi Bersani (Infophoto)

D’Alema muove a Renzi una critica politico-culturale, Bersani più volte ha lanciato proposte concilianti che Renzi non ha raccolto. Poi dentro allo schieramento che fa riferimento a Bersani e D’Alema ci sono pasdaran altrettanto irriducibili quanto Lotti. Sono entrambe posizioni fondamentaliste, che portano a quella che i classici del marxismo avrebbero definito “la rovina comune”.

 

Oggi Renzi parla alla Festa dell’Unità a Milano. Secondo lei che cosa dirà?

Renzi ha già detto molto. Ha spiegato infatti di sperare che l’uomo dell’Expo, Beppe Sala, possa essere il candidato del centrosinistra alle Comunali del 2016. Milano è una città che ha bisogno di figure molto solide e rappresentative. Come dimostra il caso di Marino a Roma, non ci si può affidare a leadership un po’ inventate. Servono personalità forti e carismatiche, gente in grado di prendere in mano la città un minuto dopo il voto. Nella gestione di Expo, Sala ha dimostrato tutte queste capacità. Renzi spenderà qualche altra parola per Sala, ben sapendo che ciò potrà indispettire due personaggi milanesi come Majorino e Fiano.

 

Riferendosi all’ex Ad di Luxottica, Andrea Guerra, Renzi alla Leopolda ha detto: “Cosa succede? Chiedetelo a lui”. E se fosse Guerra il candidato?

Potrebbe essere. Guerra è un personaggio di grande spessore internazionale, e Milano è una città troppo importante perché Renzi la lasci gestire alle dinamiche interne del Pd milanese. Lo scotto pagato in Campania, la sconfitta in Liguria, il dramma di Roma lo spingeranno a cercare un grande risultato a Milano, e perché ciò avvenga dovrà puntare su un nome importante. La personalità che serve per Milano deve avere indubbie capacità manageriali, grande visione e grande esposizione internazionale. Milano ha bisogno di un sindaco che sappia parlare con il mondo, e Guerra ha tutte queste caratteristiche.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/09/2015 - No proprio non ci siamo! (Carlo Cerofolini)

Mentre le emergenze dell’Italia sono ben altre e ben più gravi: immigrazione clandestina selvaggia, economia che non va, disoccupazione alle stelle, criminalità organizzata e non che vanno alla grande, dissesto idrogeologico diffuso, Ue che ci prende a pesci in faccia e via disperando, le varie anime del Pd e Renzi si “esercitano” in sterili contrapposizioni e distinguo su riforme cioffeca, che neanche in prospettiva contribuiranno a risolvere minimamente i problemi di cui sopra (il presidenzialismo invece servirebbe e quindi nisba). Tutto questo a dimostrazione – come già affermava Giolitti - che le sinistre non sanno né fanno governare. Per informazioni su quest’ultimo punto, citofonare a Berlusconi.