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Politica

CAOS SENATO/ 1. Rotondi (FI): ecco perché Berlusconi non si fida più di Renzi

Per GIANFRANCO ROTONDI, il referendum sul Senato per Renzi sarà quello che fu per Fanfani il referendum sul divorzio. Il leader Dc azzardò una sorta di scontro di civiltà e fu la sua fine

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Berlusconi non tornerà mai indietro sul suo no alla riforma del Senato. Per il leader di Forza Italia i rapporti umani sono più importanti della politica, e il suo voto contrario non nasce da un calcolo di interessi bensì dal semplice fatto che non si fida più di Renzi”. Lo sottolinea Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia ed ex ministro per l’Attuazione del programma. Lunedì l’aula del Senato voterà sulle riforme costituzionali, e la contrarietà della sinistra del Pd rende decisivo il ruolo di Forza Italia. Dopo che in prima lettura le riforme erano passate grazie al Patto del Nazareno, l’asse Renzi-Berlusconi si è rotto sull’elezione del capo dello Stato e da allora non si è più ricomposto.

A Berlusconi conviene fare un nuovo patto del Nazareno per mettere anche la sua firma sulle riforme?

Io sono sempre stato di questa idea, ma non mi sembra che Berlusconi la condivida.

Per quale motivo?

Perché Berlusconi non antepone la politica alla qualità dei rapporti umani e personali. Io sono democristiano e quindi più cedevole. Bisogna ammirare in Berlusconi l’incapacità di separare il rapporto fiduciario dagli interessi politici. In parole povere, non si fida di Renzi.

Questo prevale anche sul fatto che Forza Italia aveva già votato a favore della riforma del Senato?

Berlusconi aveva già delle perplessità sulla riforma costituzionale. Intendiamoci, le ho anch’io, ma sulle riforme il meglio è nemico del bene: bisogna accontentarsi di diminuire di un terzo il numero dei parlamentari e di eliminare il bicameralismo. Non è insomma una grande riforma, ma nel complesso è una buona riforma.

Che cosa significava per Berlusconi il Patto del Nazareno?

Per Berlusconi il Nazareno aveva un contenuto epocale. Era la fine di alcuni conflitti che hanno messo piombo nelle ali alla ripresa dell’Italia, la cessazione del confronto tra i due poli inteso come scontro massimalista e non come alternanza di governo. Ma soprattutto il superamento dello scontro tra poteri dello Stato, anzitutto tra politica e magistratura.

E’ un caso che Renzi sia uscito proprio adesso con il discorso su berlusconismo e anti-berlusconismo?

Mentre in Berlusconi il pragmatismo ha un limite nel feeling umano, che per lui è fondamentale e che con Renzi è venuto meno, il premier è più che pragmatico, anzi diciamo che ha un po’ di cinismo democristiano. In questo momento a Renzi serve Berlusconi, e lo rincorre con gli argomenti che può sfoderare.

Perché Renzi rincorre Berlusconi?