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CAOS SENATO/ 2. Mario Mauro: è la riforma (incostituzionale) dell'uomo solo al comando

Pubblicazione:martedì 8 settembre 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

E' evidente. Il nuovo impianto è fatto per l'uomo solo al comando, che non è presente in scheda elettorale e può anche non candidarsi, che con 10-12 milioni di voti ottiene il 55 per cento dei seggi di una camera che potrà fare tutto, ghigliottinare proposte di legge, fare decreti d'urgenza, chiedere fiducie, comandare a bacchetta gli enti locali visto che si riprende molte competenze, nominare i vertici degli enti amministrativi compresi quelli pseudo-indipendenti, perfino modificare il regolamento della camera o dichiarare lo stato di guerra.

Ci spiega perché l'Italicum non va bene?
Mentre le periferie perdono rappresentanza con l'eliminazione del voto popolare sulle province, si vuole diminuire di 215 unità il numero di senatori, e metà dei deputati saranno nominati dalle segreterie di partito con un governo che resta in piedi grazie ad un premio che può arrivare a regalare anche 200 deputati su 600 ad una singolo partito. E tutto questo avviene, si badi bene, senza nemmeno un quorum di partecipazione al voto.

E il taglio dei costi della politica?
I rappresentanti di tutti gli enti locali della Repubblica erano già stati tagliati del 30 per cento solo 2 anni fa, oggi questo governo vuol addirittura far lavorare gratis perfino i sindaci sotto una certa popolazione. La cosa grave, dicevo, è che l'Italia ha continuato a togliere competenze e numero di rappresentanti ai livelli più bassi di governo, contro la stessa Costituzione che afferma l'esatto opposto, ed ha costantemente dato competenze al livello più alto, quello europeo, perdendo anche qui rappresentanti. 

In che modo?
Gli europarlamentari sono diminuiti di oltre il 10 per cento (erano 81, adesso sono 71) e continueranno a diminuire ogniqualvolta entrerà nell'Unione europea un nuovo Stato membro popoloso. Le forze politiche elettoralmente più grandi hanno quindi sacrificato la rappresentanza europea di quelle più piccole, inserendo lo sbarramento elettorale, per ridurre il calo dei loro rappresentanti. Ripeto, ci stiamo avviando alla democrazia dell'uomo solo al comando, che comanda l'unica camera, ma in realtà non comanda nemmeno lui, visto che — ne caso di uno stato politicamente debole — si trova ad ubbidire giocoforza a diktat esterni.

Un processo che fa da pendant all'indebolimento della rappresentanza.
Sì. Si cedono poteri al livello europeo superiore e in molti casi questi poteri vengono ceduti a livello internazionale.

Un esempio?
Il TTIP, che danneggerà la nostra economia basata sulle piccole imprese con l'arrivo di prodotti non conformi agli standard europei (che tanto costano alle nostre imprese) creati da grandi multinazionali d'oltreoceano.

Se anche Berlusconi adesso evoca il rischio di regime, perché lei, senatore, non torna con lui?
Il problema non è tanto la ricomposizione del centrodestra, quanto il suo ripensamento. Quindi ben volentieri farei qualcosa con Berlusconi e Forza Italia, e non solo con loro. Ma abbiamo il compito, prima di ogni altra cosa, di vincere la battaglia delle idee. Ho visto che Berlusconi ha accennato a un nuovo ipotetico progetto. Penso che sia saggio da parte di tutti svilupparlo insieme.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
08/09/2015 - commento (francesco taddei)

ci abbiamo messo ottant'anni per capire che il bicameralismo perfetto è inutile. ora i senatori si preoccupano di restare disoccupati.