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CAOS SENATO/ Fornaro (Pd): Matteo, evitiamo la scissione

Per FEDERICO FORNARO (Pd) sulle riforme costituzionali ci dev'essere libertà di coscienza. Concetto Marchesi non votò l’articolo 7 disobbedendo a Togliatti, ma non fu espulso

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“Nessuno di noi invoca disciplina di partito: non c'è sulla Costituzione. Ma c'è una responsabilità di tutto il partito davanti agli elettori”. Lo ha detto ieri sera Matteo Renzi nella riunione con i senatori del Pd. Il premier-segretario ha proposto di "concordare" le modifiche da presentare alla Camera e al Senato, ma ha ribadito la chiusura sull'articolo 2, proprio perché c'è già stata una doppia lettura conforme. E’ o no un’apertura quella di Renzi? “Sulla riforma del Senato non c’è nessuna trattativa, questa è la vera questione. Si è narrata una cosa che non c’è mai stata e non c’è”. A rivelarlo è Federico Fornaro, senatore del Pd. Ieri mattina sulla vicenda è intervenuto anche Pier Luigi Bersani, che ai giornalisti di Radio Anch’io che gli chiedevano se esistesse una mediazione ha risposto: “Mi auguro di sì. Credo sia assolutamente possibile. Non c'è necessità di prove di forza”. E ha aggiunto: “Non si può chiamare alla disciplina di partito davanti alla Costituzione. Non si è mai fatto in nessun partito”. In serata Renzi gli ha dato ragione. Ma solo a metà.

 

Senatore Fornaro, cosa pensa di quello che ha detto Bersani?

Quanto ha affermato mi sembra assolutamente naturale. E’ sempre stato così, sulle riforme costituzionali non c’è disciplina di partito ma libertà di coscienza. Peraltro il regolamento del Senato lo prevede espressamente. In un partito come il Pci di Palmiro Togliatti, che prevedeva il centralismo democratico, Concetto Marchesi non votò l’articolo 7 della Costituzione sui Patti Lateranensi ma non per questo fu espulso.

 

Sul piano politico invece qual è l’obiettivo di Bersani?

Bersani ha ribadito l’assoluta disponibilità della minoranza a cercare una sintesi unitaria. Sono una volontà e un auspicio che non possono però vedere come protagonista solo una parte. Se la maggioranza continua a sostenere l’intoccabilità dell’articolo 2 (come ha fatto Renzi in serata, ndr), evidentemente questo è un ostacolo nell’avanzamento di un possibile accordo.

 

Ma c’è una trattativa in corso?

Non c’è nessuna trattativa, questa è la vera questione. Si è narrata una cosa che non c’è mai stata e non c’è.

 

E l’ipotesi del listino?

Il listino è una proposta che era già stata fatta a fine luglio, ma si era risposto che era incompatibile con l’intoccabilità dell’articolo 2. Quest’ultimo afferma che “il Senato è eletto dai Consigli regionali”. Non si può scrivere dunque in un altro articolo che “anche i cittadini partecipano alla selezione dei candidati”. Le parole hanno un peso, a maggior ragione quando si tratta delle Costituzione.

 

Per D’Attorre, anche in caso di una spaccatura in Senato l’unità del Pd non sarà compromessa. E’ d’accordo con lui? 


COMMENTI
10/09/2015 - La scissione? (orazio adolfo bacci)

Chi la vuole è chi rema contro, logico! E chì rema contro? Lo scissionismo di chi non vuole l'UNITA', organo ufficiale della sinistra e PD.