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SCENARIO/ Folli: Renzi vs. Bersani, la posta in palio non è il Pd

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

E’ chiaro che ognuno combatte una battaglia politica con obiettivi diversi, ed è difficile immaginare che personaggi così distanti possano rimanere a lungo nello stesso partito. Adesso però la scissione non è all’ordine del giorno.

 

Che cos’è realmente all’ordine del giorno a parte la riforma del Senato?

Se il premier riesce a vincere questa battaglia dimostra che può fare a meno del vecchio Pd e che quello che nasce è il partito di Renzi, nel quale potrà decidere tutto come gli pare e piace. Se invece la minoranza riesce a ottenere quantomeno un compromesso, e possibilmente una qualche forma di associazione alle gestione del Pd, ciò comporterà che Renzi debba tenere conto del vecchio partito. Rimarrà quindi leader, ma sarà in qualche modo condizionato.

 

Questo “partito carismatico del premier” ha un rapporto migliore oggi con Mattarella o ieri con Napolitano?

Renzi ha avuto un eccellente rapporto con Napolitano, e da quel che so ha anche un buon rapporto con Mattarella, non fosse altro perché è stato lui a promuoverlo alla presidenza della Repubblica. Renzi non ha nessuna voglia di aprire contenziosi con il capo dello Stato.

 

La politica economica un po’ ambigua del governo rischia di essere tanto pericolosa quanto la battaglia sul Senato?

Renzi ha bisogno di ricreare entusiasmo nel suo elettorato. Anche se l’Italia rischia di essere la cenerentola d’Europa, il premier tende a enfatizzare i dati economici migliori e questo fa parte del gioco. Il vero nodo della questione è il Senato, l’economia in questo momento mettiamola tra parentesi perché è una situazione meno pericolosa di quanto potesse apparire due o tre mesi fa.

 

La Germania ha deciso di accogliere i profughi siriani. L’Italia rischia ancora di farsi dettare la linea?

Per quanto riguarda gli arrivi dei profughi l’Italia è in prima linea. La Germania ha preso questa posizione non certo perché glielo ha detto l’Italia, bensì per ragioni sue. E comunque è una svolta politica molto importante, e per noi è positivo che la Merkel abbia detto: “Non possiamo lasciare sole l’Italia e la Grecia”. Vuol dire che qualcosa si è mosso sul piano europeo, e questo obiettivamente è un risultato di cui il governo italiano può compiacersi.

 

(Pietro Vernizzi)



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