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Politica

MATTARELLA DI FINE ANNO/ Il paese reale di Sergio e quello virtuale di Matteo

Sergio Mattarella (Foto dal sito del Quirinale)Sergio Mattarella (Foto dal sito del Quirinale)

Mattarella dedica più tempo del suo stringato discorso a questo tema del lavoro e dell'evasione fiscale, vista come mancanza di solidarietà e senso civico, piuttosto che alle riforme costituzionali. Forse non vuole interferire, forse non vuole condividere sino in fondo. Dice secco: "Rispettare le regole vuol dire attuare la Costituzione, che non è soltanto un insieme di norme ma una realtà viva di principi e di valori". Mattarella sembra volerlo precisare: "Tengo a ribadirlo all'inizio del 2016, durante il quale celebreremo i settant'anni della Repubblica".

L'impressione è quella di un richiamo forte alla Costituzione, quella che c'è adesso. Poi c'è il resto del saluto di Mattarella, dedicato all'immigrazione, da attuare, dove riassume il suo pensiero con una frase nitida, ma secca anche questa: "Serve accoglienza, serve anche rigore".

Poi ricordi drammatici, come quello del piccolo Aylan, annegato in mare e protagonista di un'immagine struggente, che diventerà un pezzo di storia.

C'è infine un ringraziamento alle donne italiane. Ne cita tre per nome, legate a grandi centri di responsabilità e di successi personali. Esce bene, sobriamente, il residente da questo suo primo saluto ufficiale. Non ama il protagonismo, tanto meno quello mediatico, ma quello che dice lo fa con chiarezza.

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