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MATTARELLA DI FINE ANNO/ Il paese reale di Sergio e quello virtuale di Matteo

Pubblicazione:venerdì 1 gennaio 2016

Sergio Mattarella (Foto dal sito del Quirinale) Sergio Mattarella (Foto dal sito del Quirinale)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, compare in un ambiente ben diverso da quello del suo predecessore, Giorgio Napolitano. Niente scrivanie poste quasi come una "barriera" che se non divide, in un certo senso allontana. Mattarella sceglie una scenografia che gli è più consona. Siede su una poltrona elegante ma sobria, c'è una grande "stella di Natale" sullo sfondo vicino alla parete che conferisce aria di festività e di vissuto in una salotto di casa.

Il presidente non usa toni alti, non cerca immagini retoriche. Nella sua sobrietà, che gli è congeniale più che ricercata, va subito al dunque della questioni che gli premono.

Apre il suo discorso, dopo i saluti e i ringraziamenti agli italiani, con un problema che si vive drammaticamente nelle famiglie italiane: il lavoro, la ricerca di lavoro, la disoccupazione, il frutto tragico della crisi che si è abbattuta sul mondo e che investe l'Italia in modo particolare.

Con parole secche, Mattarella spiega: "L'anno che sta per concludersi ha recato molte novità intorno a noi: alcune positive, altre di segno negativo". Poi continua: "Stasera vorrei dedicare questi minuti con voi alle principali difficoltà e alle principali speranze della vita di ogni giorno". E' come se il presidente volesse attirare l'attenzione di un messaggio che punta su un problema che sta diventando drammaticamente cronico: "Il lavoro anzitutto".

Punto e a capo. In controtendenza contro ogni ottimismo di maniera. Dice il presidente: "L'occupazione è tornata a crescere. Ma questo dato positivo, che pure dà fiducia, l'uscita dalla recessione economica e la ripresa non pongono ancora termine alle difficoltà quotidiane di di tante persone e di tante famiglie. Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani. Sono giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacità e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. Ma non possono programmare il loro futuro con la serenità necessaria".

E sul lavoro, Mattarella insiste: "Accanto a loro penso a tante persone, quarantenni e cinquantenni, che il lavoro lo hanno perduto, che faticano a trovarne un altro e che vivono con la preoccupazione per la propria famiglia". Infine, aggiunge: "In particolare penso all'insufficiente occupazione femminile" e al lavoro "che manca soprattutto nel Mezzogiorno".

Con questo taglio, Mattarella caratterizza il suo discorso di fine anno. Il lavoro, in Italia, diventa un'emergenza, anche se il presidente non usa questa parola. Ma il messaggio è chiarissimo, sia alle persone che ascoltano, sia ai rappresentanti delle istituzioni. Il lavoro, la disoccupazione, in Italia sono il problema prioritario.

Il secondo punto che il presidente sottolinea è quello dell'evasione fiscale. Secondo un calcolo di Confindustria, l'evasione arriverebbe in Italia a 122 miliardi: 7 punti e mezzo di Pil. Basterebbe ridurla della metà per creare 300mila posti di lavoro.


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