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SCENARIO/ E se fosse l'Italicum a rottamare Renzi?

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

I pericoli per la democrazia, insiti nell'Italicum, poi, sono stati esorcizzati con argomentazioni postdemocratiche (Mieli), non senza confondere il doppio turno francese con quello dell'Italicum. Non basta, infatti, considerare che delle minoranze governano oramai dappertutto per sostenere a cuor leggero che un eventuale risultato anomalo, come un populista al governo, sia preferibile a una modifica della legge elettorale.

Il doppio turno dell'Italicum non si limita a trasformare una minoranza in maggioranza, come il maggioritario nei collegi uninominali (a turno unico o a doppio turno, poco importa), avendo effetto solo sulla rappresentanza; bensì manipola la forma di governo parlamentare, trasformandola in quella del primo ministro, dal momento che sarà applicato il premio di maggioranza. 

Non comprendere questo, o comprenderlo e avallarlo, come il male minore o un rischio calcolato, significa che ciò che si vuole realizzare non è una governabilità a tutti i costi, ma una dipendenza del governo: più minoranza sarà la minoranza che ottiene il governo, più sarà possibile condizionarla o pagarla per ottenere determinati servigi.

Ecco perché saremo grati a Renzi, se vincerà le elezioni del 2018 al primo turno. Quanto meno, con una vittoria di quella portata, potrà esercitare il governo pienamente e legittimamente e resistere tranquillamente a ogni offerta di acquisto.



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COMMENTI
01/01/2016 - Sarò breve nell'augurio... (Franco Labella)

Utinam. Mi riferisco oltre che a quanto scrive Mangiameli anche e soprattutto al titolo. Qual è il problema? Che come ben sa il prof. Mangiameli i votanti al referendum non conoscono (purtroppo) un'acca dei temi in questione. E sarà un caso che la "Buona scuola" non ha ripristinato l'insegnamento del Diritto nelle scuole? Lo so che il referendum è una scadenza ravvicinata e l'incultura giuridica degli italiani data almeno dal ministero Gelmini. Ma forse ragionare delle due questioni insieme non è peregrino. Anche perchè persino le tragiche (si potrà scriverlo senza che Renzi e Giannini si inalberino?) vicende della Banca Etruria ora fanno scoprire, ipocritamemnte e senza costrutto, l'ignoranza e la mancanza di educazione finanziaria da parte degli studenti e cittadini italiani. Noi lo scriviamo da tempo: la decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori non è stata una decisione neutrale o un taglio qualsiasi. Prova ne sia che la vicenda è cominciata con Gelmini e continua con Giannini. Prove tecniche di "Partito della nazione" persino nella scuola. Buon anno e buon referendum, con l'augurio di cominciare a lavorare per una sonora bocciatura di Boschi, Giannini e Renzi fin d'ora. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia