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Politica

SOS MIGRANTI/ Blangiardo: per governare il fenomeno c'è una sola cosa da fare...

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Certamente il bombardamento è più deprecabile dal punto di vista delle conseguenze in termini umani. Un conto è chiedere che uno esibisca la carta d’identità ai confini, un’altra cosa è buttargli una bomba in casa. Entrambe le cose sono però la dimostrazione di una realtà europea che a parole è unita, anche se poi nei fatti ciascuno tende a fare di testa propria. Resta però il fatto che non tutti gli Stati Ue sono uguali.

 

In che senso?

Ciascun Paese, in base alla sua storia, alle sue condizioni di vita e alle sue strutture, ha una capacità di accoglienza differente. Bisognerebbe essere capaci di valutarla realisticamente e quindi magari di rispettarla.

 

Lei ritiene che esistano anche delle disparità per cui in Italia lasciamo circolare i clandestini mentre altri Paesi li espellono?

E’ risaputo che esistono queste differenze da sempre. In Italia il reato di immigrazione clandestina non ha prodotto risultati. Le persone condannate per questo reato son infatti davvero poche. Sulla carta quindi in Italia c’è una chiara posizione di contrasto all’immigrazione clandestina. In altri Paesi magari ci sono invece meno chiacchiere e più fatti, e dunque c’è una maggiore difficoltà per gli irregolari a circolare liberamente. Potendo scegliere, un immigrato preferisce rimanere in un Paese dove alla fine è lasciato più tranquillo come l’Italia.

 

Come si collocano gli extracomunitari nel mercato del lavoro italiano?

Gli stranieri si collocano nel mercato del lavoro in posizioni raramente concorrenziali. Nonostante la disoccupazione giovanile, gli immigrati nel nostro Paese continuano a svolgere lavori poco ambiti dagli italiani.

 

(Pietro Vernizzi)

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