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Politica

SPILLO/ Sapelli: così i tecnocrati hanno affondato l'Europa

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Infatti non solo l'esercito europeo non si è mai formato, ma la stessa Nato si è indebolita non tanto e non solo per la ritirata relativa degli Usa dall'agone della lotta per la potenza mondiale, ma per le politiche di taglio della spesa e di rifiuto dei valori militari da tutti i sistemi culturali europei, come dimostra l'abolizione della leva e il ricorso a eserciti professionali che non saranno assolutamente in grado di rispondere alle sfide che promanano dal Mediterraneo e soprattutto dall'heartland nonché dalla Cina.

Il collasso di quest'ultima (e pensare che da oggi iniziano i negoziati tra Commissione Ue e stati membri sulla possibilità di riconoscerla come "economia di mercato") infatti non ridà forza al sistema continentale ma l'indebolisce, unificando per esempio aggressività cinese e remissività militare del Regno Unito, oppure divisione nella Nato tra sostenitori dell'aumento del potenziale di contrasto nell'Artico o sul fianco sud per via della crisi in Ucraina.

Quest'ultima del resto non è che il riflesso del ruolo che oggi la Russia sta sempre più con evidenza svolgendo non solo in Medio Oriente rispetto alla Turchia e alla Siria ma su tutto l'arco dell'heartland, considerando i rapporti obbligati che la Russia deve avere con la Cina e considerando il suo attivismo in Oriente, mentre in Europa diviene elemento di contrasto tra le potenze europee in declino in evidente alterità con quanto accadeva durante la guerra fredda.

Non si è mai capito che la visione di De Gaulle dell'Europa della Atlantico agli Urali non era un rigurgito nazionalistico, ma una visione geopolitica di prima grandezza che per realizzarsi non poteva naturalmente sopportare un'Unione Europea come quella che oggi sta decadendo dinanzi ai nostri occhi.

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