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Politica

POLEMICHE/ Formigoni: noi sudditi di Renzi? Falso, impediremo che vada a sinistra

Non corrispondente alla realtà, fino ad ora, giudicare questo governo come un monocolore. No a sterili polemiche. ROBERTO FORMIGONI (Ncd) risponde a Mario Mauro sul centro e su Renzi

Roberto Formigoni (Infophoto)Roberto Formigoni (Infophoto)

"E' sbagliato, non corrispondente alla realtà, fino ad ora, giudicare questo governo come un monocolore. Se così fosse, il reato di immigrazione clandestina sarebbe stato cancellato settimana scorsa. Se si è rinviato il tutto, se ci si è impegnati a discutere questo problema di fronte alle legittime preoccupazioni degli italiani, questo è merito di una forza come la nostra, come quella che rappresentiamo noi". L'ex governatore della Lombardia, il senatore Roberto Formigoni, non ha voglia di aprire polemiche, ma rivendica l'azione del Nuovo centro destra nel governo, proprio mentre ex amici del vecchio centro destra accusano Ncd di marginalità, di fare quasi da reggicoda al governo del Pd di Renzi.

E' un'impressione che viene probabilmente ampliata dai media. La percezione è che questo sia soprattutto il governo di Matteo Renzi e del Pd. Realisticamente, senatore Formigoni, che spazi di manovra avete come Ncd nell'attuale governo?

Questo è un governo di coalizione, tanto è vero che al Senato, se ci fosse solo il Pd e non ci fossimo noi, il governo non avrebbe la maggioranza. Ora, si può discutere in base ai sondaggi sulla nostra consistenza alle prossime elezioni. Lo vedremo. La percentuale sarà quella che sarà. Tuttavia quello che è stato fatto in questi due anni non può essere trascurato. E molto di quello che è stato fatto è dipeso dalla nostra presenza e dalla nostra azione.

Facciamo degli esempi concreti, senatore Formigoni.

Per primo ricordo l'articolo 18, che è stata una battaglia lunghissima in questo Paese e che era ormai diventato un tabù, sul quale andò a schiantarsi anche uno dei governi Berlusconi, quando Sergio Cofferati riuscì a mobilitare sindacati e lavoratori respingendo di fatto l'obiettivo di quel governo. Ora l'articolo 18 è andato in soffitta perché Renzi ha battuto la strada della "rottamazione" del vecchio estremismo di sinistra, ma anche per la nostra presenza nel governo.

Si potrebbe obiettare che l'articolo 18 era ormai una bandiera logora, rispetto ai cambiamenti del mercato del lavoro. Prima o poi quel tabù era destinato a cadere.

Non la metterei in modo così semplicistico per quanto riguarda la realtà politica italiana. Ma vorrei dimostrare l'importanza della nostra presenza nel governo di coalizione non solo sull'articolo 18. In questi mesi si è alzata in modo consistente la possibilità di uso del contante fino a 3mila euro; si è arrivati a porre la questione della prima casa nella giusta tradizione italiana, bene primario di rifugio del risparmio e quindi esentando la proprietà dalla tassazione, togliendo l'Imu; poi la riduzione fatta sull'Irap. Tutto questo che sto elencando brevemente è dovuto alla nostra presenza nel governo. Se mi è consentito dirlo, tutti questi provvedimenti dimostrano anche una continuità, una coerenza con l'azione che avevamo svolto quando stavamo tutti insieme con Berlusconi. Queste cose che sono state varate non erano forse un obiettivo del centrodestra?

Come giudica questa polemica, che nasce in fondo tra i protagonisti della vecchia politica del centrodestra?  


COMMENTI
14/01/2016 - Ha ragione Giuliano (ROBERTO PELLEGATTA)

Che tristezza vedere crescere le divisioni tra questi "vecchi amici" in politica. Ha ragione Giuliano: sono anche questo il segno della irrilevanza di noi cattolici nella politica italiana. E' una questione seria che ci interroga tutti. Solo non trovo argomenti chiari in questa intervista che mi convincano che l'attuale Governo non sia un Governo del PD. Limitandomi alla scuola quanto è uscito dalle recenti leggi vede un ritorno al centralismo che non credo corriponda alla visione che dei cattolici possono avere della scuola.

 
14/01/2016 - risveglio popolare (rosario giuliano)

queste interviste (sia quella di mauro che quella di formigoni) appaiono piuttosto tristi. sia perchè viene in mente al lettore che persone che si conoscono da decenni e hanno collaborato tanto potrebbero parlarsi direttamente. ma soprattutto perchè non le commenta nessuno. questo forse significa che la presenza politica dei cattolici popolari non interessa più tante persone che in passato affrontavano con costanza e passione i temi fondamentali della convivenza civile. i problemi ci sono ancora, ma l'attenzione, l'energia e in ultima analisi l'educazione ad affrontarli mi sembra affievolita. da giovani dicevamo "per passione, non per mestiere". oggi dovremmo rilanciare l'una e l'altro! rosario giuliano