BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIETRO LE QUINTE/ Unioni civili, Mattarella "firma" la spaccatura del Pd

Immagine di archivio Immagine di archivio

Renzi è contrariato dalla "lista di proscrizione" dei senatori democratici anti-Cirinnà pubblicata dal sito gay.it. Non solo la giudica una grave scorrettezza. Per lui è addirittura un autogol, una mossa controproducente, che rischia di esasperare animi già esasperati e di compromettere l'esito finale. In buona sostanza, secondo il premier il fronte favorevole ai diritti civili, non contento di vincere, vorrebbe stravincere. Portare a casa le unioni gay, insieme al diritto alle adozioni. 

Dice un vecchio adagio che "chi troppo vuole, nulla stringe". Di conseguenza, un passo storico rischia di trasformarsi in una clamorosa occasione perduta. Renzi, invece, il risultato vuole portarlo a casa a tutti i costi. Lo ha promesso nella conferenza stampa di fine anno ("il 2016 sarà l'anno dei diritti civili"), e gli serve per connotare come di sinistra il "suo" Pd. Un fallimento non è contemplato.

Renzi ha un disperato bisogno dello "scalpo" delle unioni civili, da esibire tanto in sede nazionale, quanto di Partito Socialista Europeo. I dettagli sono secondari. E se la stepchild adoption dovesse diventare un ostacolo insormontabile per raggiungere questo obiettivo, non esiterà un solo istante ad abbandonarla al suo destino, convinto che sarà la magistratura con gradualità a mettere a posto le cose. 

Due però sono le variabili da tenere sotto controllo. La prima sono i numeri per far passare le unioni civili, visto che cancellando le adozioni verrebbe meno il sostegno dei 5 Stelle. Per questo Renzi deve avere la certezza di recuperare sia i cattodem, sia Area Popolare prima di dare via libera allo stralcio delle adozioni. La seconda variabile a rischio è la tenuta del Pd nel dopo. E questo non può farlo dormire sonni tranquilli, anche perché la frattura generata dalle adozioni gay è trasversale, con ex dirigenti Cgil laicissimi schierati con i cattolici, insieme a diversi renziani della prima ora, mentre Bersani e molti della minoranza si sono posizionati nella trincea che ufficialmente è quella presidiata dalla segreteria del Pd. 

Per ora, infatti, la posizione ufficiale dei democratici è che il testo Cirinnà non si tocca, stepchild adoptioncompresa. Ma ben difficilmente vedrà la luce in questa formulazione.  Pur di non apparire sconfitto, Renzi sta studiando il momento in cui abbandonarlo e modificarlo in maniera significativa. E non si tratterà solo di cancellare la stepchild adoption.

© Riproduzione Riservata.