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SCENARIO 2016/ Formica: Mattarella smaschera il finto riformismo di Renzi

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Sergio Mattarella (Infophoto)  Sergio Mattarella (Infophoto)

Sono il costituzionalismo democratico, la fatica della costruzione della democrazia, la complessità dei problemi nelle società moderne. Quando fa riferimento ai compiti di una grande nazione nella politica estera, incluso lo stesso coinvolgimento diretto nella soluzione dei problemi internazionali, Mattarella pone un problema di interventismo responsabile. Quando ricorda che le nuove generazioni sentono il bisogno di una tutela costituzionale, va al fondo della questione che è l’indissolubilità dei diritti politici e sociali.

 

Esiste un conflitto tra le posizioni di Mattarella e Renzi?

Tra i due non c’è una polemica becera, ma un distacco di livello. Non è insomma una contrapposizione tra due figure che esercitano un potere di direzione del Paese, bensì una netta distinzione dei ruoli. Quando però si governa un Paese bisogna avere una visione, e a partire da quella stabilire un rapporto tra pensiero e azione. Il presidente della Repubblica è meditato e riflessivo, quanto il presidente del Consiglio è esattamente il suo opposto.

 

Quindi è una differenza nel modo di essere prima ancora che nelle singole scelte politiche?

Sì. Renzi “spezza” un problema da un altro come se avessero una loro autonomia e non invece un nesso reciproco. Lo documenta il fatto che ha detto che del voto nelle città non gliene importa nulla, in quanto si attende il plebiscito dal referendum sulle riforme. Nel discorso di Mattarella c’è invece il nesso tra le questioni. Renzi sembra uno studente che va agli esami, e pretende di essere promosso sulla base della materia che gli piace di più, per esempio la ginnastica, dicendo invece che di matematica, latino e filosofia non gliene importa nulla.

 

Der Spiegel ha criticato Renzi dicendo che la sua è stata una conferenza stampa senza contraddittorio. Condivide questa definizione?

Renzi non vuole il contraddittorio su niente. Avendo una disponibilità toscana alla battuta, il premier se la cava sempre in corner. Il discorso di Mattarella però non può essere risolto con una battuta, perché mette sul tavolo del presidente del Consiglio i problemi reali del Paese.

 

(Pietro Vernizzi)



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