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Politica

UE vs ITALIA/ La Merkel è "orfana" di Napolitano

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Weber è il capogruppo del Ppe, lo stesso partito che ha candidato e sostenuto Juncker, ed è tedesco. Non si tratta di difendere Renzi ad ogni costo, anche perché nella politica italiana verso l'Europa vi sono gli stessi difetti che c'erano prima, ad esempio con Berlusconi, e che sembravano venuti meno durante la Commissione Prodi. Anche se, in realtà, persino con Prodi alla Commissione l'Italia non aveva una strategia per l'Europa.

Renzi ha detto che l'Italia oggi è più temuta perché è più forte. Non vede invece il rischio che venga commissariata come accadde nel 2011 con Monti?
No, non rischiamo un nuovo 2011 perché in Europa regna una certa confusione su come condurre il sistema europeo. Ma non è l'Italia ad essere più forte, è l'Europa ad essere entrata in crisi e a non sapere come uscirne.

Quindi anche l'Ue ha i suoi problemi. Quali innanzitutto?
Oggi il personale politico europeo è incomparabilmente inferiore a quello del passato, quando figure come Walter Hallstein o Jacques Delors guidavano la Commissione europea. Juncker, lussemburghese, si sta rivelando più fragile di Barroso e la ragione è evidente: ci si ostina a dare le cariche più importanti delle istituzioni europee a personale politico con esperienza in piccoli Stati e senza un appeal realmente internazionale. Il problema politico si accompagna poi a un disegno istituzionale estremamente fragile.

Si riferisce al Trattato di Lisbona?
Sì. L'Europa di Lisbona appare più prossima al Congresso di Vienna del 1814 che non alla Comunità europea dell'Atto unico europeo del 1986. E' gioco forza che le cancellerie degli Stati europei, e la Merkel in particolare, siano più forti delle istituzioni europee. 

Durante lo scontro Renzi-Juncker tutti i problemi aperti hanno acuito le tensioni, anche se è difficile individuare quello decisivo: i migranti, la flessibilità, il peso del nostro debito, la legge sulle banche, la legge di stabilità… 
Nessuno di questi e tutti questi insieme. Sui migranti l'Europa e i Paesi del nord, compresa la Germania, hanno fatto una figuraccia, generando un caos e concludendo con la chiusura delle frontiere, l'innalzamento di muri e la sospensione del trattato di Schengen. L'Italia ha soccorso tutti e prevalentemente da sola; quanto meno il nostro senso di umanità è stato palese. Si fa presto, poi, a dire che non rispettiamo gli accordi perché non procediamo all'identificazione. In realtà, solo in questo modo si è giunti a riconsiderare l'accordo di Dublino sul vincolo del paese di arrivo e a porre le condizioni sulla ricollocazione dei migranti.

Il nostro debito pubblico?
E' un vero problema per noi, a prescindere dall'Europa e investe direttamente il rapporto tra le generazioni. Il debito erode il futuro del Paese e dei giovani. Per questa ragione la legge di stabilità, che sarà scambiata dall'Europa per qualcos'altro, è problematica: il deficit di quest'anno diventerà maggior debito il prossimo anno.

Le banche?
Sulle banche il nostro comportamento è stato alquanto ingenuo, l'opposto della Germania, che prima ha risanato le sue banche con i soldi pubblici — leggi: aiuti di stato —, poi ha brigato per fare approvare il bail in e ora vuole che l'Europa lo imponga all'Italia. Questo la dice lungo sull'incapacità italiana di stare in Europa.

Alla luce dei fatti, quali sono gli spazi d'azione di Renzi?