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UE vs ITALIA/ La Merkel è "orfana" di Napolitano

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Se riesce a risolvere i problemi interni che lo assillano, come le elezioni amministrative e il referendum confermativo della riforma costituzionale, in Europa potrebbe fare la differenza. Ma deve proporre soluzioni che facciano fare dei passi in avanti all'Ue per uscire dalla crisi. 

Quali per esempio?
Dovrebbe proporre le riforme di cui tutti ormai parlano da tempo, come il rafforzamento del Parlamento europeo, l'unificazione del procedimento legislativo europeo, la creazione di un bilancio europeo con risorse proprie dell'Unione, la realizzazione di una politica estera europea e un esercito comune, la riduzione realmente al minimo del metodo intergovernativo, e altro.

Niente, insomma. Queste riforme sono state previste nel 2013, ma per realizzarle dopo il 2020. Adesso sono state posposte a dopo il 2025. Ma soprattutto, sono le riforme di uno stato forte…
Sono le riforme che farebbero dell'Ue uno Stato federale, in grado di competere nel G8 e di essere un'alternativa agli Stati Uniti. Dopo il 2020 solo la Germania farà parte del G8 e nel 2050 neppure la Germania sarà nel G8. A Renzi converrebbe far anticipare le riforme e imporle subito. Salverebbe l'Europa e l'Italia. Anche perché Renzi ha detto che nel 2025 non sarà più sulla scena politica…

Lei ha detto che siamo in Europa senza una strategia. Da dove cominciare?
In Europa bisogna seguire il metodo europeo, che è quello diplomatico. I vantaggi si ottengono procedendo in due differenti modi. Innanzi tutto, riempendo gli apparati di Bruxelles di propri funzionari ben preparati in diritto europeo e in grado di parlare correttamente inglese, francese e, possibilmente, anche tedesco. Il potere di uno Stato membro dipende da quante direzioni generali riesce ad occupare. I governi italiani non hanno mai fatto una politica degli apparati europei ed è un vero disastro perché i funzionari europei, che dovrebbero essere al servizio dell'Europa, in realtà fanno lobbying nazionale. Quindi l'Italia è sempre stata in svantaggio e ha subito nel tempo la preponderanza francese, inglese e ora tedesca.

E l'altro modo?
In secondo luogo, occorre agire in anticipo per la tutela degli interessi nazionali con una attività di negoziazione, pre-negoziazione e, ancora prima, di iniziativa. Per fare ciò è necessario avere una chiara visione dei propri interessi nazionali, che noi siamo sempre stati incapaci di esprimere.

(Federico Ferraù)



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