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UNIONI CIVILI/ Rotondi: utero in affitto e Family day, l'imbroglio di Renzi per prendere più voti

Pubblicazione:sabato 23 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 24 gennaio 2016, 19.38

Gianfranco Rotondi (Infophoto) Gianfranco Rotondi (Infophoto)

Il Colle è consapevole della negatività di un testo di legge respinto con forza da una parte del paese che addirittura si mobilita per andare in piazza. Il capo dello Stato rappresenta l'unità del paese, e spaccare il paese su questioni etiche è una responsabilità grave da qualsiasi parte venga assunta. 

Fioroni (Pd) ha detto che voterà no al ddl perché così non va bene. Ha detto pure che si sarebbe dovuto fare un referendum consultivo e che andrà in piazza al Family day.
Fioroni dice una cosa giusta, e cioè che il testo non va bene, e due cose sbagliate. La prima è che andrà in piazza: lo trovo grottesco, lui è uno dei leader del Pd, poteva e doveva spendere la sua autorevolezza per indurre il suo partito a presentare un testo accettabile per i cattolici. Non l'ha fatto e ora va in piazza a prendersi qualche applauso facile. La seconda è il referendum consultivo. Per favore, teniamo i piedi per terra.

Dunque anche per lei va fatta una legge.
In tutta Europa c'è una legge sulle unioni civili, è inutile che tentiamo con astuzie da parrocchietta di sottrarci al dovere di legiferare su una questione che esiste. Dobbiamo farlo da cattolici e da persone che sanno distinguere le questioni pratiche, prevalentemente di diritto privato, delle unioni civili dal valore costituzionale della famiglia. 

Lei non parteciperà al Family day?
No, sono allergico alla piazza e la considero quasi sempre fonte di errori. Quando la Dc imboccò la via del referendum sul divorzio e spaccò il paese, commise un errore storico. Sono un cattolico liberale, mi riconosco nelle grandi scelte di De Gasperi, Vanoni, Moro e Fanfani, tranne l'errore sul divorzio.

Ci spieghi.
La Dc non nasce come partito dei cattolici, un partito cioè che deve fare leggi cattoliche, traducendo in legge i precetti della Chiesa, ma come un partito laico formato da cattolici che interpretano la missione storica di tenere unito il paese. Compresi i comunisti, che allora erano mangiapreti e anticlericali. Io resto affezionato a questa idea del cattolicesimo politico. L'uso sguaiato della bandiera della famiglia è una tentazione ricorrente nei movimenti cattolici. Solo che in passato questa e altre tentazioni sono state tenute a bada dalla laicità della Dc.

Ma la Dc non c'è più.
E si vede.

Non sarà in piazza, dunque. Qual è il rischio?
Il rischio? Parlerei prima del danno: una piazza divisiva e un calcio in faccia al Giubileo. Papa Francesco tende la mano al mondo e la piazza del Circo Massimo lo vuol dividere in due, stabilendo pregiudizialmente di stare dalla parte di Dio… Non mi ritrovo in questa sostituzione della famiglia ai precetti evangelici. Cos'è la famiglia, l'ultima frontiera di resistenza che la Chiesa sceglie in una società scristianizzata?

Ce lo dica lei. 


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COMMENTI
24/01/2016 - L'ultima risposta di Rotondi a questa intervista (ALBERTO DELLISANTI)

La risposta che Rotondi dà all'ultima domanda di questa intervista, è rotondamente una bufala

 
23/01/2016 - La DC non c'è più ... (giacomo rocchi)

... ma i democristiani sì e - per merito del Sussidiario - si vedono: sempre pronti a mediare, a raccomandare di non essere "divisivi", a stare attaccati alle loro poltrone... Capisco perfettamente che Rotondi sia allergico alla piazza e preferisca brigare per continuare a contare qualcosa piuttosto che sentire la parola chiara che i cittadini - sono anche elettori, ma per certi parlamentari la democrazia evidentemente è un optional - diranno il 30 gennaio. Ma noi la diremo lo stesso! Spero che lo faranno anche tanti lettori del Sussidiario!