BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DDL CIRINNA'/ Il sondaggista: per il 51% le coppie gay non sono una famiglia. E c'è un 14%...

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Il 29% degli italiani afferma che le coppie gay dovrebbero potersi sposare come quelle eterosessuali e formare una famiglia, anche adottando bambini. Il 14% ritiene che non bisogna concedere particolari diritti alle coppie gay. Mentre per il 51%, le coppie gay non devono essere considerate una famiglia, anche se vanno garantiti alcuni diritti: per esempio la facoltà di scegliere le cure del partner, di entrare nell’asse ereditario o di godere della pensione di reversibilità.

 

Qual è la “linea rossa” per gli italiani?

Secondo l’opinione pubblica, la vera differenza tra godere di alcuni diritti ed essere una famiglia è data dalla possibilità di adottare un bambino. La stessa stepchild adoption è un escamotage, ma per gli italiani quello che conta è che non ci siano bambini adottati da coppie che non sono predisposte naturalmente a farlo. Anche gli elettori di destra e centrodestra sono concordi rispetto alla concessione di alcuni diritti, ma parlare di famiglia e quindi di adozione per loro è un’altra cosa.

 

Che cosa vuole ottenere Renzi con il ddl Cirinnà?

Diversi governi che si sono succeduti nel tempo hanno cercato di approvare le unioni civili. Lo ha fatto Prodi con i Pacs e i Dico, Brunetta con i Didoré. Puntualmente però i cattolici di centrosinistra e centrodestra si riuniscono e insorgono, e quindi non si riesce a trovare un accordo. Su questa cosa Renzi rischia, ma sappiamo che le pensa tutte come il diavolo. Se guardiamo alle sue riforme c’è un modus operandi ricorrente.

 

Qual è?

Annuncia 100 per poi fare 20. Visti però gli scarsi risultati della politica italiana negli ultimi 10-15 anni, quanto fatto da Renzi è sembrato un grande successo. Se riuscisse a fare passare qualcosa sulle coppie di fatto, magari rinunciando alla stepchild adoption e limitandosi a un riconoscimento generico dei diritti, per Renzi sarebbe un’altra vittoria enorme. Per il premier quindi quella sul ddl Cirinnà è come una partita di poker con un piatto molto ricco. In mano Renzi non ha né un poker né una scala reale, ma un più modesto full: se si gioca bene questa mano però si porta via un bel premio.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
24/01/2016 - Poker (Giuseppe Crippa)

La legge sull’aborto a parole impone condizioni restrittive e un impegno dello stato ad evitarne il ricorso, nella pratica consente alle donne di fare quel che vogliono… se farà lo stesso con la Cirinnà (una legge che in teoria concede poco ma poi, grazie alla magistratura, lascerà libertà di utero in affitto) sappia che il bluff è scoperto fin da ora e che lo pagherà in ottobre al referendum.