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ELEZIONI COMUNALI 2016/ Caldarola: Renzi prende Milano ma perde Roma

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Matteo Renzi  Matteo Renzi

“Il Pd vincerà a Milano e Bologna, mentre è in serie difficoltà a Torino e Napoli. Se Renzi vuole evitare una crisi interna al Pd però deve vincere soprattutto a Roma. Una sfida alle primarie tra Bray e Giachetti potrebbe consentire al centrosinistra di ritrovare la freschezza necessaria per riprendersi la Capitale”. Lo evidenzia Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds. Per il 7 febbraio sono previste le primarie del Pd a Milano, mentre nelle altre principali città il centrosinistra non ha ancora sciolto le riserve. A Roma ufficialmente l’unico candidato è Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera dei deputati. Tra i papabili però c’è anche Massimo Bray, ex ministro dei Beni culturali e attualmente dirigente della Treccani.

 

Che cosa comporterebbe per Renzi il fatto di perdere le amministrative?

Renzi ha sempre detto che le amministrative non sono l’appuntamento fondamentale per il suo governo, mentre lo è il referendum. Se però il voto nelle città andasse davvero male ciò avrebbe un’influenza sulla stabilità del governo. Più ancora però che nella maggioranza, una sconfitta riaprirebbe un acceso dibattito nel Pd. Certo bisogna stabilire che cosa voglia dire che le amministrative vanno male, posto che comunque per il Pd renziano la vittoria a Milano appare abbastanza vicina.

 

A Renzi basta conservare Milano per dire di aver vinto?

Milano è la città che il premier ha scelto come bandiera, perché ha ostinatamente voluto l’indicazione di Sala come candidato. Non si può però sottovalutare l’importanza di Roma, sia perché è la capitale, sia perché la crisi della giunta Marino è avvenuta anche perché Renzi ha tagliato il cordone ombelicale tra il Pd e il sindaco Marino. Se vince a Milano e perde a Roma, non possiamo dire che Renzi sia stato sconfitto, però un colpo lo prende.

 

Nel centrosinistra si troverà un altro concorrente contro Giachetti?

Sembra affacciarsi l’ipotesi dell’ex ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, che darebbe vita con Giachetti a primarie comunque interessanti. Da un lato ci sarebbe Giachetti, un esponente molto renziano anche se con una storia riconducibile al Partito Radicale anziché al “giglio magico”. Bray è invece un intellettuale raffinato, proveniente dalla sinistra tradizionale. E’ molto legato a Massimo D’Alema, ma al tempo stesso ha una fisionomia da riformista moderno.

 

Quante chance ha il Pd di conservare Roma?

Molto dipende dal profilo più o meno forte del candidato dei Cinque Stelle. L’M5s tra l’altro non sta attraversando un momento magico, perché la vicenda di Quarto ha colpito l’identikit del movimento. Ma soprattutto perché gli annunci di Grillo fanno pensare a una sua parziale dissociazione, indicando comunque che c’è una difficoltà. Marchini correrà da solo, e quindi è più debole, mentre il centrodestra sembra voler candidare la Meloni. L’alleanza di quest’ultima con Salvini restringe però gli spazi di convergenza verso la sua candidatura. Data questa situazione, un centrosinistra che si presenti con due volti “estranei” al Pd romano classico avrebbe qualche carta in più.

 

Invece a Milano quali prospettive di vittoria ha Sala?



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COMMENTI
26/01/2016 - Nessuna preoccupazione (Luigi PATRINI)

..........Purtroppo!

 
26/01/2016 - Nessuna preoccupazione (Luigi PATRINI)

Preoccupati per Roma e per Torino? Per Napoli o per Milano? No, Renzi può stare tranquillo! Il Centro-Destra è impegnatissimo a fare di tutto per perdere: Renzi vincerà 4-0!