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UNIONI CIVILI/ Polito: Renzi ha evitato la spaccatura del Pd, ora ascolti il paese

Pubblicazione:mercoledì 27 gennaio 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Sulla questione delle unioni civili è giusto che il Parlamento si metta in ascolto del Paese. Questo significa riconoscere i diritti delle coppie gay, senza equipararle al matrimonio e senza favorire di fatto tecniche come l’utero in affitto che sono sbagliate anche nell’ottica dei diritti delle donne”. A osservarlo è Antonio Polito, vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera. Mentre a proposito del Family day che si terrà a Roma sabato 30 gennaio, Polito aggiunge che “è interesse dell’intera comunità nazionale se i cattolici parlano, anche a voce alta come è naturale che avvenga in un dibattito pubblico. I vescovi italiani giustamente hanno scelto di non guidare la mobilitazione, ma è necessario che i cattolici laici si esprimano di fronte a tutti”. Martedì intanto il gruppo del Pd al Senato ha approvato all’unanimità una mozione a favore dell’impianto generale del ddl Cirinnà. Il capogruppo Luigi Zanda ha sottolineato: “La volontà politica finale è unanime anche se ci sono nodi da sciogliere” e “nulla giustifica la mancanza di rispetto” per le opinioni altrui.

 

Polito, come si metterà il dibattito interno al Pd sul ddl Cirinnà?

Il gruppo al Senato si è schierato all’unanimità a favore della legge. Ha quindi accettato l’impianto generale del ddl Cirinnà, stabilendo che nessuno possa votare affinché la norma sia dichiarata incostituzionale. D’altra parte i punti più delicati del testo saranno quasi certamente coperti dalla libertà di coscienza. Do per certo che questo riguarderà tutti gli emendamenti sulle adozioni. Quindi questa decisione conferma soltanto che il Pd è unito nel volere la legge sulle unioni civili. Non lega però a una disciplina di partito i punti più controversi della legge.

 

C’è il rischio di una spaccatura del Pd?

Per come è impostata la questione, la spaccatura è evitata. Quando si dà libertà di coscienza, è sottinteso che non c’è spaccatura se si vota diversamente. Nel Pd ci sarà sicuramente un voto diversificato, molto probabilmente anche a scrutinio segreto.

 

Domenica il Corriere ha pubblicato una lettera di don Julián Carrón, leader di Cl, sulle unioni civili. Qual è il suo commento?

Quello di don Carrón è un appello alla ragionevolezza, tanto per usare un termine caro anche a don Giussani. L’invito è a cercare di capire anche i bisogni e le aspirazioni di chi non la pensa come te. E’ questo ciò che deve fare il Parlamento. Deve cioè ascoltare la società italiana, al cui interno la maggioranza è assolutamente d’accordo sul fatto che è necessario fare le unioni civili e riconoscere i diritti delle coppie di fatto. E nello stesso tempo ascoltare la preoccupazione che questo nuovo istituto dell’ordinamento italiano non riduca di valore le unioni matrimoniali.

 

Come valuta la questione relativa all’utero in affitto?

La questione dell’adozione dei bambini da parte delle coppie gay suscita molta preoccupazione. Il riconoscimento del figlio naturale del partner potrebbe infatti incentivare il ricorso a tecniche come l’utero in affitto, che anche da parte di molte femministe è considerata una cosa sbagliata.

 

Nell’ottica di questa ricerca di una mediazione, lei come valuta il Family day?


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