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UNIONI CIVILI / Ddl Cirinnà, verso il voto: Fioroni “non sono cattodem, legge passa anche senza voto M5s” (ultime notizie, oggi 28 gennaio 2016)

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Unioni civili (Infophoto)  Unioni civili (Infophoto)

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UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: LEGGE VERSO IL VOTO IN SENATO, FIORONI “NON SONO CATTODEM, LEGGE PASSA ANCHE SENZA VOTO M5S” (ULTIME NOTIZIE, OGGI 28 GENNAIO 2016) - Il voto oggi in aula per la legge sulle unioni civili non è arrivato come previsto: il ddl Cirinnà ha visto solo l’incardinamento della norma, mentre i primi voti e discussione sugli emendamenti si terranno il prossimo 2 febbraio, come raccontiamo qui sotto. Intanto ha parlato oggi un figura importante nella cosiddetta zona “cattolica” dentro al Pd, Beppe Fioroni, in una intervista a Repubblica Tv dove ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni a riguardo della sua posizione sul ddl e sul Family Day di sabato, dopo averlo annunciato in una nostra intervista una settimana fa (clicca qui per leggere l’intervista a Fioroni). «Sarà in piazza al Family Day e non perché obbedisco ai vescovi, io non mi definisco cattolico e neppure cattodem. Perché con la tessera di partito non si fa un’etica, i Paesi che l’anno fatto sono diventati regimi». Fioroni si dice non d’accordo con chi va in Piazza con le bandiere di partito su questi temi, perché con la “etica e la bioetica si riguarda alla coscienza e non ad una battaglia politica”. Secondo il politico del Pd, l’unica soluzione è un referendum di indirizzo, con i cittadini che si esprimono e diventano un far per il Parlamento, con una modifica costituzionale. L’Irlanda l’ha fatto, afferma ancora Fioroni a fine intervista: «la Stepchild adoption incentiva l’utero in affitto un crimine contro l’umanità non solo per i cattolici». Su questo punto Fioroni si dice non d’accordo sul testo Cirinnà, mentre su tutto il resto il suo voto andrà per un sì, a quanto pare dall’intervista su Repubblica.

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: LEGGE VERSO IL VOTO IN SENATO, SLITTA IL VOTO SULLE PREGIUDIZIALI. COPPIA DI PADRI GAY, IL CASO IN ITALIA (ULTIME NOTIZIE, OGGI 28 GENNAIO 2016) - Mentre la legge sulle Unioni Civili è approdata oggi per la prima volta in Senato da dove settimana prossima cominceranno le votazioni, il ddl Cirinnà fa discutere Italia e non solo. Dall’America con la Cnn arriva la storia di una copiai padri gay italiani di Roma che spiegano le loro aspettative sulla legge in discussione in Parlamento. La coppia omosessuale vive in Italia con tre figli che ovviamente in Italia non viene riconosciuta come famiglia a tutti gli effetti ma che loro richiedono da tempo e per questo motivo la Cnn gli ha raggiunti: «Ci siamo sposati in Canada, lì si può fare e noi vogliamo poter essere sposati anche qui in Italia. Dobbiamo combattere in futuro per la parità di matrimonio, ma al momento penso che le unioni civili sarà un buon primo passo, specie con la stepchild adoption». Nello stesso servizio, viene intervista anche Costanza Miriano, uno dei nomi di punta del Comitato “Difendiamo i nostri figli” che sta organizzando il Family Day di sabato, che ha confermato la sua contrarietà alla legge e alla comparazione della famiglia tradizionale con quelle “nuove”. «I bambini e i figli hanno i loro diritti e il primo e fondamentale diritto è proprio quello di avere una madre e un padre». Anche da lontano seguono dunque questa nostra vicenda che mette in campo ben più di una semplice legge politica.

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: LEGGE VERSO IL VOTO IN SENATO, SLITTA IL VOTO SULLE PREGIUDIZIALI. SERRACCHIANI “NO ALL STEPCHILD ADOPTION SAREBBE PASSO INDIETRO DELLA POLITICA RISPETTO ALLA MAGISTRATURA” (ULTIME NOTIZIE, OGGI 28 GENNAIO 2016) - Mentre in Aula al Senato si stanno discutendo le prime azioni della legge su Unioni civili del ddl Cirinnà - ricordiamo che il voto vero e proprio inizierà il prossimo 2 febbraio - interviene alla trasmissione Studio24 su Rai News24 la vicepresidente del Pd nonché prescindere della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani che ha rilasciato un suo commento all’intera vicenda delle unioni civili, specie sul punto più critico di tutte ovvero l’adozione del figliastro in una coppia omosessuale. «Dire di no alla stepchild adoption sarebbe un gravissimo passo indietro della politica rispetto alla magistratura che già da anni di fatto ha indirizzato la strada; inoltre rispetto la piazza del Family Day ma la politica deve fare la sua strada e il Pd voterà compatto sull’intero impianto di questa legge». Intanto in aula qualche screzio tra Lega Nord e Nuovo Centrodestra dopo l’intervento di Giovanardi ma tutto sommato il grosso delle discussioni comincerà con le pregiudiziali costituzionali che saranno affrontate il prossimo 2 febbraio.

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: LEGGE VERSO IL VOTO IN SENATO, SLITTA IL VOTO SULLE PREGIUDIZIALI SU RICHIESTA DELLA LEGA (ULTIME NOTIZIE, OGGI 28 GENNAIO 2016) - Inizia oggi in Senato la grande partita sulla legge per le unioni civili, dopo mesi di discussioni finalmente il testo del ddl Cirinnà arriva in aula con le strategie e i dibattiti sulla norma più spinosa degli ultimi anni in materia etica che si fanno ancora più intensi in queste ultime ore. Va detto subito, oggi non ci sarà nessun voto significativo, m solo l’incardinamento della legge e la calendarizzazione su emendamenti e voti della prossima settimana. Slittato infatti il voto sulle pregiudiziali e sulle sospensive presentate dalle opposizioni al ddl Cirinnà fino al prossimo 2 febbraio, su richiesta della Lega Nord dopo la Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama ieri sera. Il partito di Salvini ha chiesto così per poter essere oggi pomeriggio a Milano per l’incontro dei partiti euroscettici al quale ci saranno oltre al leader padano anche Marine Le Pen. Martedì alle 16.30 il voto sulle pregiudiziali, con il ritiro anche di moltissimi emendamenti, come spiegato qui sotto, per l’accordo non scritto tra Pd e opposizioni senza M5s sulla contemporanea bocciatura sia del emendamento canguro che sul 90% di quelli presentati da opposizione che miravano a ostruire la discussione parlamentare.

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ, LA LEGGE VERSO IL VOTO IN SENATO: STRATEGIE E ACCORDI TRA LEGA E PD? (ULTIME NOTIZIE, OGGI 28 GENNAIO 2016) - E dopo mesi di polemiche la legge sulle Unioni civili con il ddl Cirinnà arriva in Parlamento, per la precisione in Senato dove oggi iniziano le discussioni che porteranno al voto presumibilmente nella prossima settimana. Oggi infatti ci sarà solo l’incardinamento del testo e la discussione su sospensive e pregiudiziali: lo hanno stabiliti ieri in serata la conferenza dei Capigruppo di Palazzi Madama. Polemiche, paese, politica e società spaccate sul fronte delle unioni civili, con i problemi legati alla famiglia e al futuro della legge riguardi alle coppie omosessuali e all’adozione possibile per i presunti nuovi nuclei familiari. Tutto questo vedrà in questi giorni dei profondi giochi politici dove ognuno cercherà di tirare l’acqua al proprio mulino (elettorale) ma che, come racconta Repubblica, potrebbe vedere subito una sorpresa importante: la novità arriva dalla Lega Nord e da Forza Italia (nelle parole di Gian Marco Centinaio, Ln) che potrebbero ritirare il 90% degli emendamenti (circa 5 mila quelli presentati sul ddl Cirinnà) avendo ricevuto la parola sul ritiro contemporaneo dell’emendamento Marcucci che in pratica fungerebbe da “canguro” per eliminare i vari emendamenti in eccesso. Una sorta di patto tra gentiluomini tra Pd e Lega che potrebbe cambiare qualche scenario nell’immediato con gli emendamenti che potrebbero essere di colpo pochi e con punti sostanziali in discussione, semplificando le discussioni parlamentari che si preannunciano giù piuttosto tese. Le parole di Marcucci sono esemplificative: «Prendiamo atto con soddisfazione dell’impegno assunto di Forza Italia e Lega Nord di far decadere almeno il 90% degli emendamenti sottoscritti, obiettivo era garantire la discussione vera sul ddl Cirinnà, senza ostruzionismi. Obiettivo raggiunto grazie a onorevole accordo tra i gruppi». Il senatore Pd ha poi riferito di avere piena disponibilità a ritirare l’emendamento remissivo che ha presentato all’articolo 1 del ddl unioni civili, ovvero il temutissimo “canguro”.



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