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Politica

DIETRO IL RIMPASTO/ Napoli, le tre tavolette di Renzi

Antonio Bassolino (Infophoto)Antonio Bassolino (Infophoto)

Ne consegue che se Bassolino — vinte agevolmente le primarie — dovesse prevalere su de Magistris e sul candidato indipendente di area centrodestra Gianni Lettieri, industriale, e riconquistare Palazzo San Giacomo, sarebbe per Renzi un'altra finta vittoria, un po' come nel caso di quella ottenuta da Michele Emiliano alla Regione Puglia. Peraltro, la corsa revanchista di un de Magistris drammaticamente povero di consensi e l'invadenza di Bassolino sembrano agevolare il percorso di Gianni Lettieri, candidato di una propria lista civica in parte sostenuto da Forza Italia, che cinque anni fa vinse nettamente al primo turno, per essere poi superato al ballottaggio dalla confluenza su de Magistris dei voti piddini.

Per molti osservatori autorevoli, in realtà, Renzi avrebbe semplicemente scambiato l'appoggio della sinistra Pd a Milano e a Roma con l'abbandono al responso del caso del capoluogo campano. Da questa logica anche le due nomine napoletane al governo. Irrobustire il consenso al centro anche a costo di sacrificare qualche sfida periferica.

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