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RIMPASTO/ Vittorio Feltri: una democristianata di Renzi per far ingoiare la Cirinnà

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Naturalmente per il governo ci possono essere delle turbative. Comunque mi aspetto che per il Pd non sarà un successo ma neppure un disastro. Le elezioni a Roma, Milano e in altre città non avranno un significato politico particolarmente forte. Ormai sappiamo che le amministrative non appassionano particolarmente la gente, mentre un tempo il sindaco era una figura importante al punto che si voleva fare il partito dei sindaci.

 

Venerdì c'è il bilaterale tra Renzi e la Merkel. Dopo gli attriti delle settimane scorse, che cosa vedremo?

All’indomani dell’incontro tra Renzi e la Merkel leggeremo sui giornali che tutto è stato un successo, che tutto si è sistemato, che non ci sono più problemi, che non si è trattato di un bisticcio ma solo di un battibecco. Da questo incontro c’è poco da aspettarsi sul piano concreto, emergerà soltanto qualche gesto di buona educazione e le solite messe in scena alle quali assistiamo da decenni.

 

Renzi si è presentato come difensore degli interessi nazionali nei confronti dell’Europa. Era anche questa una messinscena?

Noi abbiamo tutti criticato Renzi la prima volta che si è recato in Germania, in quanto abbiamo detto che si era comportato docilmente come un “bravo scolaretto”. Di recente invece lo abbiamo tutti criticato perché è stato troppo duro nei confronti dell’Europa. Lo attacchiamo quindi sia se fa una cosa sia se fa l’esatto contrario: personalmente non posso prendere sul serio queste critiche.

 

Vuole dire che Renzi non ha tutti i torti a opporsi alle invadenze di Juncker?

Sì, Renzi ha anche delle ragioni. Poi non capisco perché negli ultimi giorni si sia mosso in difesa di Schengen, che di fatto non c’è più. Così non si può andare avanti, e d’altra parte se non si possono chiudere le frontiere non si capisce quale senso abbia la loro sopravvivenza: tanto vale abolirle.

 

A settembre avremo il referendum sulle riforme. Lei che cosa si aspetta?

L’esito dei referendum è sempre imprevedibile. Bisognerà vedere come si comporteranno stampa e tv, che in ogni caso condizionano l’opinione pubblica.

 

Se va male il referendum, Renzi rischia davvero?

Probabilmente una parte del popolo di centrosinistra sarà favorevole. Mi è però difficile fare previsioni su una materia così volatile. Purtroppo la gente non sa nemmeno che cosa siano le riforme istituzionali e costituzionali. Non si appassiona, non le capisce, non sa che cosa votare. E’ veramente un’operazione impossibile fare delle previsioni che abbiano un minimo di fondamento serio.

 

(Pietro Vernizzi)



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