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SCENARIO/ Folli: Renzi "perde" anche la Merkel, gli resta solo Draghi

Pubblicazione:sabato 30 gennaio 2016

Angela Merkel e Matteo Renzi (Infophoto) Angela Merkel e Matteo Renzi (Infophoto)

Appunto. Basta questo per comprendere quanto sia importante un rapporto non conflittuale tra l'Italia di Renzi e la Germania della Merkel. L'unico fatto che ha veramente un peso è stato questo sostegno a Draghi, che ha salvato l'Italia. Su chi altro può fare affidamento in Europa? Spero che Renzi capisca che se chiede di parlare con la Francia e Hollande lo fa incontrare con Manuel Valls, il primo ministro, vuol dire che alla Francia non interessa un incontro con l'Italia. Perché a Parigi c'è il presidenzialismo e il presidente che conta è François Hollande.

 

Matteo Renzi non deve affrontare solo questioni europee, ma ha davanti un anno tutt'altro che semplice. Sarà un anno duro per tanti. Basta pensare che finisce con le elezioni americane. Ma Renzi dovrà fare i conti con molte scadenze: partito, legge sulle unioni civili, amministrative, referendum sulle riforme istituzionali e naturalmente la ripresa, una fuoruscita reale e convincente dalla crisi.

Convengo sulle difficoltà che il premier si trova di fronte in quest'anno. Si può dire che ha una certa stabilità, anche perché non mi sembra che si presentino alternative credibili alla leadership di Renzi. Certo, non ha sfondato al centro, come tutti pensavano che facesse. Il centrodestra è imploso, ma Renzi non sfonda al centro e resta su una quota che è paragonabile a quella che aveva Veltroni, cioè a una percentuale che si aggira intorno al 32-33 percento. L'avversario più forte nell'attuale centrodestra è Matteo Salvini, che però, realisticamente, non salirà mai sopra la cifra attuale del 15 percento, quota comunque di tutto rispetto per un partito di destra radicale come l'attuale Lega Nord.

 

Le prossime amministrative della primavera, Folli, possono rappresentare un pericolo per la stabilità di Renzi?

E' evidente che siano una preoccupazione da affrontare con grande attenzione, ma non mi pare che possano essere una trappola per Renzi. L'importanza di queste amministrative, la vedo concentrata soprattutto a Milano e lì il candidato di Renzi, Giuseppe Sala, è quello che rappresenta veramente il partito-nazione e non mi pare che abbia avversari forti. In più, sanno tutti che Sala, che piace a tutti, che va bene anche a Berlusconi in fondo, ha un accordo con Majorino, che sta logorando la Balzani alle primarie. Ecco, Sala a Milano è l'esempio del partito nazione che nel resto d'Italia non riesce a Renzi.

 

Il presidente del Consiglio può permettersi perdere altrove?

Bisognerà vedere i risultati complessivi, questo è evidente, ma la partita di Milano, l'importanza di Milano, mi pare decisiva per la sua attuale stabilità. Napoli e Roma, ad esempio, non rappresentano un test come quello milanese. Poi si presenteranno altri problemi, ma fin che non c'è un'alternativa credibile è difficile vedere Renzi in grandissima difficoltà. Il premier è in difficoltà, ma riesce ancora a reggere. Senza alternative il rischio più vicino è quello di una grande disaffezione, di una grande fuga dalle urne e dal voto.

 

(Gianluigi Da Rold)



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